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Vanno male a scuola?



Insuccesso scolastico
L’insuccesso scolastico, quando stanno male loro stiamo male noi.
Non voglio e non posso, il libro scritto da Lisa Canitano che analizza i motivi e offre le soluzioni.

Per concessione dell'autrice è liberamente scaricabile da questo sito, quella che segue è una breve anticipazione.

Qualcuno ce la fa, qualcuno no. Chi non ce la fa, peggio per lui. Mi si obbietterà che qualcuno deve pure andare a lavorare, ci andasse chi non ha voglia o non riesce a studiare (che strana questa corsa alla vita così crudele, in un momento così delicato dell’esistenza). Mi si deve però spiegare allora perché è un continuo fiorire di istituti che insegnano a studiare, di scuole di recupero più o meno costose. Non è vero, dunque che non vogliono studiare. O pensiamo veramente che vadano negli istituti privati perché sono dei fannulloni? E quelli che vanno male anche negli istituti privati? Oltre che fannulloni sono imbecilli?

Nessuno sa cos’è, in realtà, l’insuccesso scolastico. In un mondo in cui per ogni cosa si trova una spiegazione e una storia, la spiegazione dell’insuccesso scolastico oscilla fra una psicodiagnostica, al limite con la definizione di handicap (e pure vedremo che ci offre degli spunti fondamentali) e un moralismo vecchio stile del tipo «non vuole faticare» e via discorrendo.

Delle volte mi viene da pensare che tutti noi che sappiamo leggere e scrivere siamo ben lieti di misconoscere e disprezzare da lontano i bambini che «non ce la fanno», visto che noi l’abbiamo scampata. Pensiamo che l’istruzione slegata dal lavoro renda liberi e renda veri cittadini in grado di lavorare, ma anche di andare a teatro la sera del sabato. Paradossalmente però insegniamo le materie culturali solo a coloro che poi faranno un mestiere culturale, mentre fra coloro che faranno un lavoro materiale e la cultura nasce sui banchi della scuola un’inimicizia che durerà per tutta la giovinezza e a volte anche dopo.

Ancora un paradosso. Cerchiamo di eliminare gli istituti professionali senza materie generali, inseriamo storia, geografia, italiano, negli istituti tecnici... spesso l’unico risultato è che ragazzi con difficoltà scolastiche sono irrimediabilmente espulsi anche da quelli. Aspettando, dopo qualche anno di vagabondaggio fra casa e televisione e nulla, quando saranno pronti per lavori a bassa qualificazione o per corsi serali in cui finalmente nessuno gli chiederà più chi era Garibaldi...

Scrivi a Lisa Canitano
 

Il testo è di 65 pagine e in formato pdf, scarica



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