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'U Ciclopu al Teatro India

di Euripide, traduzione in siciliano di Luigi Pirandello, regia di Vincenzo Pirrotta.
Domenica 15 febbraio 2009 - Teatro India.

Polifemo Story

Per la messa in scena di 'U Ciclopu di Vincenzo Pirrotta, un requisito è indispensabile: la resistenza fisica.

Trattandosi di Ciclope, di Satiri, di Ulisse il dispendio energetico è inevitabile.
Tutta la compagnia supera brillantemente la prova, realizzando una pièce nuova e originale.

Il testo spogliato delle parole pirandelleggia poco, riempito di sonorità barbariche e di tradizioni popolari, con canti arcaici in dialetto siciliano che non è tanto questione di capire fino in fondo quanto di seguirne la musicalità.

Attraverso un linguaggio primitivo, essenziale fatto di voci, di tammuriate, di suoni, di atonalità, di rumori, si dà carne al dolore e alla sofferenza. Attraverso danze tribali, suoni di cornamusa, di tamburi, di organetti ci si ritrova tra processioni paesane e riti delle Madonie. Attraverso inni, canti, urla laceranti si sottolineano inganni, maledizioni, istinti sessuali, ingordigia.

Regia ironica per un Polifemo pazzo e rattristato che alla fine sarà fatalmente accecato. Una fisicità avvertita persino tra le poltrone di platea nel momento in cui gli attori si nascondono alla vista del gigante, dietro le spalle, tra i piedi del pubblico.
Si giunge così ad alcune bellissime immagini del viaggio di Ulisse simile a un sogno.

E’ qualcosa che c’è ma non è quello che ci aspettiamo e suggestiona solo se si riesce a tradurre come fa Pirrotta quanto è già stato sognato. In fin dei conti l’opera d’arte altro non è che il racconto del sogno di un artista. Il senso dello spettacolo sta nella conciliazione tra l’umano e il divino dell’eroe che è anche il senso di molta estetica teatrale.

Ulisse e la sua dimensione dionisiaca giocano in questa rielaborazione un ruolo determinante poiché si prestano perfettamente a tradurre in azione l'incontrollabile esigenza vitalistica. La trance del ciclope e della sua asservita marmaglia ritualizza questi momenti.

Costumi ricchi per Satiri superdotati dai bei culetti esposti in bella vista, per 'u Ciclopu evocante un Cristo, per un Ulisse possente come un centurione romano, corazzato di candide conchiglie.

Scenografia curatissima di liane e legni salsedinosi.

Con Vincenzo Pirrotta, Giovanni Calcagno, Filippo Luna, Antonio Silvia, Emanuele Esposito, Andrea Gambadoro, Marcello Montalto, Salvatore Ragusa, Alessandro Romano, Mario Spolidoro, Salvatore Tringali.


Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca

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