The Four Season Restaurant al Teatro Argentina

SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO al Teatro Argentina

SOCIETAS RAFFAELLO SANZIO al Teatro Argentina  - The Four Season Restaurant

LE VISIONI DIVENTANO MATERIA
Se vuoi penare, vai a vedere Castellucci, se non vuoi, rimani a casa.

Non è una visione semplice e di facile digeribilità, devi essere pronto alla digestione pesante.

Prima nazionale, dopo il debutto nel 2012 al Festival di Avignone, dopo rappresentazioni in Russia, Polonia, Parigi e altre in programmazioni negli Stati Uniti, Sud America, Asia.

Il visionario Romeo Castellucci conferma la sua “fuga dall’immagine”, dopo “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” e “Il velo nero del pastore” ispirato all’omonima novella di N. Hawthorne la quale conteneva al suo interno un enigma, un dispositivo ermetico che annunciava una metamorfosi della forma perché il pastore non si toglie mai il velo nero, e farci conoscere cosa mai abbia visto di brutto che non possiamo vedere, ecco Hölderlin “La morte di Empedocle”, Rothko e il ritiro delle sue opere dal ristorante di New York The “Four Season Restaurant” appunto insieme alla descrizione di un buco nero scoperto dalla Nasa dai rumori assordanti.

Questo cortocircuito del dispositivo della visione a cosa porterà?

Risponde lo stesso regista Castellucci: “Quel racconto di Hawthorne mi ha letteralmente sconvolto.

Mi occorrono altri lavori per poterlo avvicinare.

E’ come un forziere. Corrisponde alla mia vita personale.

Non c’è chiarezza in questo momento. ..Che cosa ha visto? Negare la faccia è una cosa sconvolgente. Noi veniamo al mondo con la faccia. E velarsi il viso significa togliersi dalla faccia del mondo, togliersi dalla politica, sottrarsi a tutto.”. (Quaderni del Teatro di Roma – Dic. 2001).

Nero. Buio. Boati. Dieci ragazze vestite hamish, dalle lingue tagliate e date in pasto ai cani, recitazione apparentemente classica, de sincronizzata negli effetti tra pronuncia e labiale, interscambiabilità dei personaggi tra le attrici in circolarità.

Il vulcano Etna, dentro cui si suicida il filosofo Empedocle, la lirica del poeta Friedrich Hölderlin che ne canta la morte, i dipinti del pittore Mark Rothko morto suicida che si rifiuta di esporre le sue tele.

La sparizione, la rappresentazione dietro cui non c'è nulla, la disintegrazione dell’immagine, una sottrazione che parte da un buco nero per ritornare a esso.

Applausi debol-paurosi che non osano.

Con Chiara Causa, Silvia Costa, Laura Dondoli, Irene Petris, Aglaia Mora, Elisa Menchicchi, Elisa Turco Livieri, Evelin Facchini, Viviana Mancini, Marzia Pellegrino
Regia Romeo Castellucci

mercoledì 30 ottobre 2013