La Cantatrice calva

La cantatrice calva

LA PAROLA AL POMPIERE

Il burlesco spinto fino al limite.

Un allestimento degno di nota, ben interpretato e diretto da Marco Carlaccini.

Nello spettacolo non accade nulla di concreto, di raccontabile, nell’incalzante divenire del puro evento linguistico.

Calibratissimi movimenti scenici che ben si adattano al testo dell’anti-commedia dell’autore rumeno, trapiantato in Francia.

Prima opera teatrale di Ionesco, essa esprime una concezione radicalmente pessimistica che, a differenza di Beckett (altro gigante di questa forma di teatro semmai sia possibile un paragone tra i due), evidenzia in particolare le relazioni sociali della classe media, la solitudine e l’isolamento dell’individuo.

“La Cantatrice calva” segna una svolta significativa della drammaturgia europea.

Giochi di parole, frasi usate con libertà, un bizzarro ricorso a rime e assonanze che finiscono per essere nel finale puri strumenti sonori.

Un testo semplicemente assurdo che sottolinea il non-sense dei costumi borghesi, delle banalità delle conversazioni e dell’assenza di ascolto.

Un ottimo Marco Carlaccini e una bravissima Patrizia D’Orsi danno ritmo e toni perfetti al Signore e alla Signora Smith come del resto fa tutta la Compagnia quando disegna gli strampalati caratteri dei personaggi voluti dall’autore.

Lo spettacolo scorre veloce e diverte, tra silenzi e pause comiche con il vigore di Claudio Capecelatro e Sara Poledrelli, fino al pirotecnico gran finale.

Costumi raffinati e di gusto con, incollati ai gomiti dei protagonisti, ridicolissimi braccioli a mo’ di poltrone old England.

Con Marco Carlaccini, Patrizia D’Orsi, Claudio Capecelatro, Sara Poledrelli, Xhilda Lapardhaja, Ludovico Nolfi

Alla Casa delle Culture

LA CANTATRICE CALVA

di Eugène Ionesco

Regia di Marco Carlaccini