Abortire tra gli obiettori, di Laura Fiore

Abortire tra gli obiettori, di Laura Fiore

La 194/78 è una buona legge, legge che ha retto in questi anni ai duri attacchi sia delle istituzioni cattoliche sia di chi pensa sia possibile e lecito controllare il corpo delle donne.

E' una buona legge anche se rappresenta un compromesso, "una mediazione tra il corpo delle donne e la ragion di stato" come ricorda Stefania Cantatore (UDI di Napoli) nella prefazione del libro.

Dunque l'aborto non è un diritto, una libera scelta della donna? questo lo sapevamo già, nel testo la 194/78 ricorda che è il medico che sentite le ragioni della donna ne parla con lei, cerca di superare gli ostacoli alla prosecuzione della gravidanza, chiede di vedere il padre del concepito e certifica l'avvenuto tentativo di dissuasione invitando la donna a rifletterci per sette giorni, trascorsi i quali la donna può accedere all'interruzione di gravidanza.

Quello che invece non sempre sappiamo è quanto possa diventare difficile, umiliante, doloroso e penoso interrompere una gravidanza.

Dolore e sofferenza che non sono legate all'esperienza in sé, che appartiene a quello che è il vissuto, cultura, proiezioni e sentimenti della donna, ma alla mancanza di cura, presa in carico, attenzioni sanitarie e umane, che invece sono dovute, di cui Laura aveva bisogno e che legittimamente si aspettava.

Deve essere questo che succede quando si abortisce tra gli obiettori.

E' quello che è capitato e questa la sua storia.

Se ne parlerà in un incontro organizzato dall’Associazione Vita di Donna Onlus presso la Casa Internazionale delle Donne. Sarà presente l’autrice.

20 marzo 2014, ore 17,30/19,30 - Via della Lungara 19, Roma

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