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Benigni alla festa del Pd: “Silvio, portami alle feste”

Benigni alla festa del Pd di GenovaUn Benigni scatenato e senza pause quello alla festa del Pd. 4 mila persone ad attenderlo, tra cui due aspiranti segretari, Franceschini e Bersani.

Mezz’ora piena di staffilate a Berlusconi e al Pd. Inizia a scherzare con i temi più attuali, ovviamente con Berlusconi che “non è Superman ma Hulk” e che secondo il comico toscano “ce l'ha verde”.

Ai Democratici, “dopo il record assoluto di meno 4 milioni di voti”, non dispensa battute al vetriolo: “Veltroni ha scritto ‘Noi’. Se continua così la prossima volta scriverà ‘Io’. Dobbiamo recuperare, non scendere mai sotto il 2% e tra Fini e Bersani dobbiamo scegliere la linea”.

Ma le battute più esilaranti la riserva al presidente del consiglio: “Prima di immergerci nella trascendenza parliamo di vacanze, di yacht, di bagasce, mignotte e escort ... tutte cose riassumibili in una parola: Berlusconi”.

Poi con un ritmo incalzante vola sulle escort a Palazzo Grazioli con una esortazione: “Silvio perché non mi inviti alle orge, tutti ignudi, chi fa l'amore con le bambole gonfiabili, chi con le pecore. Silvio ci sono i disoccupati dagli qualche escort anche a loro".

Non mancano le freddure sulle denunce di Berlusconi nei confronti dei giornali, Benigni è tra i firmatari dell’appello dei tre giuristi lanciato su la Repubblica.

La realtà, scherza il comico, è che non è vero che in Italia “non c'è libertà di stampa. Oggi Berlusconi ha detto: "in Italia c'è libertà di stampa. Ed ha obbligato i quotidiani a pubblicare domani l'agenzia”.

Anche la querelle tra l’Avvenire e Il Giornale non viene risparmiata. Il presidente del consiglio “si è un pò incattivito, ha venduto Kakà ed ha comprato Feltri, che costa meno ma sulle punizioni non sbaglia”.

E a proposito delle veline gioca sul doppio senso: “Feltri le pubblica? È un po’ un vizio di famiglia. Ora dice che ne ha tante, che Bersani e Franceschini hanno gli scheletri a casa e loro hanno chiamato Fassino: ‘a Piero la devi smettere di venire a casa mia’”.

Gli aspiranti segretari ridono, i 4 mila tornano a casa con le mani spellate mentre molti si chiedono se Berlusconi citerà per danni anche Roberto Benigni.

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