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Appuntamento a Londra - Festival dei 2 Mondi

Appuntamento a londra Pamela Villoresi e David Sebasti in APPUNTAMENTO A LONDRA
di Mario Vargas Llosa - Traduzione di Ernesto Franco
Scene Francesco Ghisu
Costumi Lucia Mariani
Musiche Germano Mazzocchetti
Luci Emiliano Pona
Regia Maurizio Panici
Associazione Teatrale Pistoiese e Argot Produzioni In collaborazione con Spoleto52 Festival dei 2Mondi
 
Appuntamento a Londra è una novità assoluta per il teatro, scritta da Mario Vargas Llosa, uno dei più apprezzati scrittori di fama mondiale, che anche in questo testo propone alcune delle suggestioni a lui più care. La storia che racconta è un’acuta e profonda riflessione sul tema dell’identità e sulla vita segreta delle persone. Lo spettacolo è anche un’indagine sui valori dell’amicizia e dei sentimenti, su quel sottile filo che ci lega come esseri umani, come attrazione profonda dell’uomo per l’altro da sé.
 
Due amici d’infanzia e gioventù, entrambi peruviani, si ritrovano a Londra dopo molti anni durante i quali non avevano avuto più contatti. Nel loro incontro rivivono il passato, mescolando bei ricordi con brutte storie che credevano oramai sotterrate o delle quali, forse, ignoravano l’esistenza. Un teatro fortemente ispirato dalla letteratura in uno scambio fertile tra i diversi linguaggi espressivi. Il cast attoriale dello spettacolo vede ancora una volta la presenza di un’attrice protagonista indiscussa del teatro italiano, Pamela Villoresi insieme a David Sebasti.
 
Un uomo, realizzato, pienamente occupato, apparentemente felice, in una pausa tra un viaggio e una riunione di lavoro, viene sopraffatto da una inquietudine che mette in moto un viaggio soggettivo e interiore, fortemente onirico che lo pone di fronte a se stesso, alle sue fantasie più segrete, a un gioco di specchi e rifrazioni nel quale stenta a ri/trovarsi. Le proiezioni fantastiche che affiorano dal profondo del suo essere, prepotenti e inarrestabili, attivano e generano un “altro” da sé, attrattivo e repulsivo, fortemente seduttivo.

L’incontro pone l’uomo di fronte alla sua possibile altra identità: come un giano bifronte egli si specchia, “la sua vita segreta” esplode in una serie di variazioni possibili, tutte vengono esplorate, ri/vissute o ri/create. Lungo tutto il tempo dello spettacolo le “identità” si rincorrono, si fronteggiano fino a una soluzione possibile, sempre e comunque aperta. L’identità: è questo il tema centrale del testo.
 
E quel complesso di pulsioni/emozioni sogni e comportamenti che formano nel corso della nostra vita quella che chiamiamo “personalità”, nel protagonista dello spettacolo trovano la più aperta delle rappresentazioni; le possibili vie, le diverse possibilità sono percorse con ansia e desiderio fino a una conclusione non banale, affascinante, temuta, desiderata.
 
T. S. Eliot nei “Quattro quartetti” scrive: “… ciò che poteva essere e ciò che è stato / tendono a un solo fine che è sempre presente. /Passi echeggiano nella memoria / lungo il corridoio che non prendemmo / verso la porta che non aprimmo mai / sul giardino delle rose…”È in questo crinale, in questa zona di confine, che i protagonisti si muovono continuamente, in bilico tra un mondo reale e uno immaginario altrettanto concreto e vissuto con la stessa intensità della vita vera.
 
Il testo di Vargas Llosa è un enigma, uno scandagliare la parte più profonda e nascosta di ogni essere umano: come egli stesso afferma “un argomento che mi ha sempre appassionato …la finzione e la vita, il ruolo che quella gioca in questa, la maniera con cui l’una e l’altra si alimentano e si confondono, si respingono e si completano in ogni destino individuale … e il palcoscenico è lo spazio privilegiato per rappresentare quella magia di cui è fatta anche la vita della gente: quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione”.
 
Il nostro spettacolo è un gioco teatrale che si avvale anche di linguaggi complessi, immagini proiettate e percepite come fantasmi, che aiutano a rivelare scomode verità sepolte nel profondo del protagonista. La scena è uno spazio concreto che continuamente apre a una serie di altre possibili visioni, creando così nello spettatore una vertigine, aiutandolo a rompere una visuale del quotidiano verso un altrove possibile, verso un mondo diverso da quello reale.
 
Le musiche originali sostengono questo progetto evocando altri mondi possibili, nostalgie e luoghi perduti, un giardino della memoria che mai risulta essere consolatorio. La macchina teatrale asseconda e sostiene gli attori impegnati in questo difficile percorso al fine di aiutarli a creare e ri/creare continuamente quella complessità che risponde al nome di identità.
(Maurizio Panici)

“Appuntamento a Londra” non si svolge nel mondo del reale, del veritiero, ma trasloca nella pura soggettività del protagonista; un territorio che, nonostante al principio sembri essere fatto solo di ricordi dolorosi e teneri, alla fine scopriamo che è fatto soprattutto di invenzioni: un mondo di finzione. In questo modo, anche in questa opera, al di sopra e al disotto di quelli che io volevo fossero i temi centrali della storia – l’amicizia, la forgiatura dell’identità come atto vitale creativo e ribelle, i riti e i malefici del sesso nella vita segreta della persone – mi si impose un argomento che mi ha appassionato in maniera ricorrente in vari dei miei romanzi e tutte le opere teatrali che ho scritto: la finzione e la vita, il ruolo che quella gioca in questa, la maniera in cui l’una e l’altra si alimentano, si confondono, si respingono e si completano in ogni destino individuale. Senza dubbi, il palcoscenico è lo spazio privilegiato per rappresentare quella magia di cui è fatto anche la vita della gente: quell’altra vita che inventiamo perché non possiamo viverla davvero, ma solo sognarla grazie alle splendide bugie della finzione.
Mario Vargas Llosa
Maurizio Panici
Studia architettura, dal 1976 si dedica al teatro. Dal 1979 al 1990 è attore e si occupa in particolare di un progetto sul filosofo Friederich Nietzsche. Nel 1986 fonda la Cooperativa Argot, che si afferma come essenziale punto di riferimento per la drammaturgia contemporanea. Ed è proprio per l´attività svolta a favore della drammaturgia contemporanea,da sempre centrale nel suo lavoro, che riceve tre Biglietti d´Oro AGIS. Riceve inoltre nel 1993 il riconoscimento speciale IDI (Istituto del Dramma Italiano), nel 1994 il Premio Equa Mercede assegnato dal Sindacato Autori Drammatici, nel 1997 il Premio della Critica dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e nel 2007 il premio Franco Enriquez per la regia.
 
Testimoniano il suo costante impegno in questo settore la regia di numerosi testi di autori italiani: da Giuseppe Manfridi (L´inno dell´ultimo anno) ad Alberto Bassetti (Sopra e sotto il ponte),da Edoardo Erba (Vaiolo) a Pierpaolo Palladino (II cappello del papa), da Remo Binosi (Che magnifica serata) a Luca De Bei (La Spiaggia, Premio Flaiano 2001)a Sergio Pierattini (La Maria Zanella) i cui interpreti sono oggi alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena italiana tra cinema e teatro (tra gli altri,Valerio Mastandrea, Massimo Wertmuller, Marco Giallini, Rolando Ravello, Paolo Triestino, Sabrina Impacciatore).
 
Una parte importante del suo impegno di regista è rivolta anche a restituire ai classici la loro originaria dimensione popolare : esemplari in tal senso Romeo e Giulietta del 1995 (debutto al festival di Borgio Verezzi) e Troilo e Cressida che inaugura la Biennale 1999 dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo , protagonisti Antonio Latella e Danilo Nigrelli .
Dalla collaborazione artistica con Pamela Villoresi e Arnaldo Pomodoro nascono nel 1996 Antigone di Anouilh e la riscrittura di Orestea/Atridi come guerra di mafia ( Teatro Olimpico di Vicenza1998). La Locandiera di Carlo Goldoni, protagonista Pamela Villoresi è ospite al Théatre des Italiens nel 2000 ,la commedia musicale Liliom di Ferenc Molnar con Massimo Venturiello, Fiorella Rubino e la partecipazione del Coro Le mystère des voix Bulgare debutta a Taormina Arte nell’agosto dello stesso anno, I Giganti della Montagna di Luigi Pirandello, con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini inaugurano la Settimana Pirandelliana di Agrigento nel 2001.
 
Medea di Euripide va in scena al Teatro Antico di Taormina il 21 maggio 2003, ancora protagonista Pamela Villoresi, con la quale mette in scena successivamente una versione musicale di Lisistrata di Aristofane e Tre Sorelle di Anton Checov, ospitati nei più importanti teatri italiani.
 
Nell’estate 2004 inizia la sua collaborazione con l’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato per il quale allestisce in prima rappresentazione in Italia Il Dilemma del Prigioniero di David Edgard – protagonisti Maria Paiato e Bruno Armando - e l’anno successivo Il Custode dell’Acqua dal romanzo di Franco Scaglia, vincitore SuperCampiello 2002, protagonisti Maurizio Donadoni e Carlo Simoni.

L’estate 2006 segna la ripresa della collaborazione con il Festival dei due Mari per il quale allestisce una Fedra di Seneca - protagonista quella Maria Paiato con la quale il percorso era iniziato anni addietro, prima con La Spiaggia di Luca de Bei, poi Cinema Impero di Roberto Cavosi -coprotagonista Mascia Musy - e infine La Maria Zanella di Sergio Pierattini per il quale l’attrice ha ricevuto nel 2005 il PremioUbu. Nel 2007 va in scena, sempre al Teatro Antico di Tindari, Antigone da Sofocle protagonisti Edoardo Siravo e Silvia Siravo .

L’estate 2006 è anche l’anno di Sul Lago Dorato con Arnoldo Foà e Erica Blanc ,che debutta al Festival di Borgio Verezzi.
Nella stagione 2007/2008 ancora due regie che tracciano un percorso articolato ma sempre rivolto al contemporaneo: da un lato l’allestimento di Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman con le straordinarie Rossella Falk e Maddalena Crippa, dall’altro la messa in scena di una commedia francese di Jean – Marie Chevret che ha ricevuto il Premio de la Solidarité et de l’Anti-Racisme attribuito dalle ONG dell’ONU (un premio per la prima volta assegnato a un autore teatrale), L’appartamento è occupato! (Le Squat) protagonista Paola Gassman.

 
Infine nella stagione 2008/2009- al Teatro Manzoni di Pistoia- debutta con Marlene, novità assoluta di Giuseppe Manfridi , protagonista Pamela Villoresi insieme a Orso Maria Guerrini e David Sebasti : una commedia che, penetrando nel “dietro le quinte” della vita della Dietrich, scandisce in tre capitoli le vicende di un’avventura umana sensazionale.

Caio Melisso
mercoledì 08 luglio
- 20:00
giovedì 09 luglio - 21:30

Biglietti:
Platea/Palchi Platea €33 - Ridotti 10% €29, 20% €26, 30% €23
I/II/III Ordine Palchi €23 - Ridotto 10% €20, 20% €18, 30% €16
Loggione €14 - Ridotti 10% €12, 20% €11, 30% €10
www.festivaldispoleto.com

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