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Patria nostra

bella e perduta

Pietro Marcello, originario di Caserta, ci aveva già regalato il magnifico documentario, vincitore del Film Fest di Torino del 2009, La bocca del lupo. In quel piccolo capolavoro Marcello aveva svelato i suoi soggetti preferiti: gli esclusi, la poesia della realtà, la crudeltà del destino spesso esercitato da altri, una rara capacità di mescolare documentario con elementi di finzione.

Ora con il suo ultimo lavoro, Bella e perduta presentato al festival di Locarno 2015, ci propone una storia a lui molto vicina. Si tratta del faticoso recupero e apertura al pubblico della Reggia di Carditello, antica e maestosa dimora borbonica, sita nella famigerata Terra dei Fuochi.

Anche in questo lungometraggio il regista mescola il genere documentario con elementi di finzione. La storia è quella del custode della Reggia, Tommaso Cestrone, che mentre girava con Marcello è morto lasciando al regista materiale prezioso ma anche la necessità di elaborare il materiale filmico così da comprendere la sua morte.

Quindi la figura straordinaria di questo ‘volontario della bellezza’ si mescola con la storia, narrata in prima persona attraverso la voce suadente di Elio Germano, del suo bufalotto Sarchiapone. L’animale, accudito amorevolmente da Cestrone, si ritrova dunque orfano. Ma in suo soccorso arriva Pulcinella, intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti, che lo accompagna in alta Italia dove proseguire la sua vita. Così non sarà perché la realtà fa continuamente irruzione in questo bellissimo racconto elegiaco, arricchito dai testi di D’Annunzio e Anna Maria Ortese, violando i principi antichissimi su cui si è da sempre basata la convivenza pacifica tra uomo e natura in questa terra bellissima e sfortunata. Lo sfregio della criminalità, infatti, ha alterato la salvaguardia da parte dell’uomo della sua parte più selvaggia, sposando le pulsioni di morte.

L’opera di Marcello è un inno, in primo luogo, agli uomini liberi come Tommaso Cestrone. Gente che non si piega davanti ai malviventi e all’apatia delle istituzioni. Che coltiva un’idea di bellezza, senza cui non c’è Patria. Il regista indica, anche, una via intrapresa ormai da parecchi autori contemporanei: la mescolanza del genere documentario con la finzione. Abbiamo bisogno dell’uno e dell’altro per poter scoprire, nella commistione labile opaca e minuta delle inquadrature, quella verità di cui abbiamo bisogno.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Pietro Marcello. Con Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Tommaso Cestrone, Elio Germano Documentario, durata 86 min. - Italia 2015. - Cinecittà Luce uscita giovedì 19 novembre 2015.

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