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La legge del mercato di Stéphane Brizé

La  legge  del  mercato  di  Stéphane  Brizé

Mercato della morte

Il cinema francese, nell’affrontare il tema del lavoro, ha descritto le derive e i guasti provocati dal neoliberismo ormai imperanti nel sistema sociale mondiale. Film come Risorse umane di Laurent Cantet, Due giorni e una notte dei fratelli Dardenne oppure le opere di Robert Guédiguian hanno promosso una riflessione critica sulla perversione del concetto di lavoro come attività nobilitante per l’essere umano.

Quindi, nella migliore tradizione illuminista transalpina, è sui nostri schermi La legge del mercato di Stéphane Brizé con il monumentale Vincent Lindon nella parte del protagonista, l’operaio Thierry Taugourdeau.

L’opera di Brizé si presenta asciutta e essenziale nell’immagine. Diviso in quadri, privo di movimenti di macchina, il racconto parte dalla rinuncia di Thierry alla lotta sindacale all’interno della sua azienda per provare a mettersi sul mercato e cercare un nuovo lavoro. Infatti egli è in cassa integrazione, destinata a terminare nel giro di poco tempo, e il protagonista deve fronteggiare l’emergenza della sua vita: egli, infatti, ha un figlio handicappato bisognoso di assistenza.

La camera ci rende partecipe dei tentativi di Thierry nel cercare lavoro. Individuiamo, così, un meccanismo perverso percepibile da tutti: masse di persone cercano lavoro ed intermediari volutamente danneggiano la ricerca diluendo così la massa nel tempo e nello spazio, intanto speculandoci sopra e facendo sentire gli aspiranti lavoratori come i veri colpevoli del loro mancato successo.

Quando Thierry riesce a trovare lavoro come sorvegliante in un grande magazzino entriamo in un surreale mondo dove il saggio di Focault, Sorvegliare e punire, a confronto sembra un libro di fumetti. Oltre a perseguire il taccheggio, spesso agito da persone in difficoltà economiche, i manager hanno l’ordine di tenere costantemente sotto pressione il personale, minacciandolo di licenziamento per futili motivi. Fino alle estreme conseguenze.

Brizé mette in scena una tragedia fredda, come il neon che illumina il mondo lavorativo di Thierry. Questo anche per dare enfasi alla disumanizzazione del mercato, dove il fattore umano è solo uno degli ingranaggi necessari ad aumentare profitti immensi, con pochissime ricadute sui lavoratori stessi. Un mondo fondato sulla delazione e la separazione coatta tra persone per meglio esercitare il controllo necessario a tenere in piedi un simile meccanismo. La resistenza di Thierry, per amore del figlio, si svolge muta davanti a noi. Fino al punto di rottura, muta anch’essa. Lasciandoci con un dubbio: è liberatoria o inquietante?

L’esiguo cast è tutto ottimo, Lindon ha vinto meritatamente la Palma per la miglior interpretazione maschile all’ultimo Festival di Cannes.

Un film di Stéphane Brizé. Con Vincent Lindon, Karine de Mirbeck, Matthieu Schaller, Yves Ory, Xavier Mathieu.
Titolo originale La loi du marché. Drammatico, durata 92 min. - Francia 2015. - Academy Two uscita giovedì 29 ottobre 2015

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