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Forza Maggiore, il film svedese di Ruben Östlund

Nessuna qualità agli eroi

Il grado di decadenza di una civiltà si misura anche in grandiosità. Luchino Visconti, regista decadente per eccellenza, mostrava con dolore e magnificenza il crepuscolo della sua classe sociale, l’aristocrazia. Non nascondendone la viltà o l’accidia ma raccontando il dolore che accompagna la consapevolezza della propria fine, la tragicità della scomparsa vissuta fino in fondo.

Questo creazione di un mito restituiva (a noi spettatori) una dimensione tragica capace di indicarci la strada per proseguire nell’avventura umana. Oggi, in svariate opere cinematografiche, assistiamo alla crisi dell’uomo moderno dove il sentimento più trattato è la paura.

La consapevolezza di sé è sparita, lo sguardo sulla propria dimensione antropologica si ferma al cellulare, la sensazione della fine di un’epoca non viene proprio percepita.

Uno di questi film è uscito da poco sugli schermi italiani: Forza Maggiore, di Ruben Östlund

La storia è presto raccontata: famigliola svedese, padre, madre e due figli, è in vacanza sulle alpi francesi. Lui maschio mediamente prestante, narciso quanto basta, con protesi cellulare alla mano; lei casalinga forse irrequieta, sotterraneamente insoddisfatta. Tra una sciata e l’altra la famiglia si ritrova a pranzo sulla terrazza del ristorante affacciata sulle montagne.

Ad un certo punto vien giù quella che sembrerebbe una valanga controllata (nelle località sciistiche si fanno partire cannonate per provocare piccole slavine per innevare le piste o per scaricare i picchi più pericolosi). In realtà questa è piuttosto grossa e provoca il panico sulla terrazza.

Fuggi fuggi generale e la madre con i due figli si trova improvvisamente coperta di neve mentre il padre si è allegramente allontanato di corsa lasciando lì la sua famiglia alle prese con un comprensibile attacco di panico.

Sconcerto nella madre, soprattutto nel constatare come il marito non abbia alcuna intenzione di ammettere la sua poco lusinghiera fuga ma anzi conservi un ricordo completamente diverso dei fatti avvenuti. Fino alla capitolazione finale, con uno spiraglio di luce per i protagonisti.

Östund costruisce un ‘romanzo’ diviso in capitoli (i giorni trascorsi nel residence) dove con sguardo da entomologo descrive la deriva in cui langue la civiltà occidentale: paura dell’uomo di non essere all’altezza del ruolo da macho costruito dal mercato; bisogno costante di tenere tutto sotto controllo per impedire il sorgere di qualsiasi dubbio; solitudine alimentata dal conformismo; narcisismo.

In conclusione: gli esseri umani privati della consapevolezza della loro dimensione tragica (alla fine tutti dobbiamo morire e nessuno è contento) in modo da accettare e ridimensionare avvenimenti quotidiani e dargli il loro giusto valore (compreso fuggire pieni di paura di fronte a una valanga).

ECCO IL TRAILER:

Un film di Ruben Östlund. Con Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli, Clara Wettergren, Vincent Wettergren, Kristofer Hivju. Titolo originale Force Majeure. Drammatico, durata 118 min. - Francia, Danimarca, Germania 2014. - Teodora Film uscita giovedì 7 maggio 2015.

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