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L’amore bugiardo – Gone Girl

L'amore bugiardo

American Way of Life
Imperversano, ai giorni nostri, svariati dibattiti che in qualche modo s’intrecciano tra loro aventi come punto focale la donna e la sua condizione socio-economica.

Si affermano modelli femminili aggressivi, potenti, quasi fallici nel modo di gestire affari e relazioni (anche sentimentali), emanazioni dirette di un turbo – capitalismo moderno vorace e molto americano.

D’altro canto si moltiplicano episodi di stalking, non a caso termine anglosassone ormai cooptato addirittura nel nostro linguaggio giuridico, per descrivere la sempre più vacillante identità maschile a fronte di donne più liberate e serene nel gestire i propri sentimenti. Ma comunque vittime di maschi incapace di cedere quote di potere, ritenuto personale e acquisito per nascita.

Specialmente nel nostro Paese il primo modello fatica ad imporsi, visto l’abisso esistente nell’equiparazione degli stipendi e nella pressione subita dalla donna nel dover assolvere al suo compito di madre con conseguenza, anche grazie alle varie crisi economiche, di una progressiva espulsione dal mondo del lavoro.

Per cui ci accontentiamo di nutrire il secondo modello, quello della donna morta, evidentemente più vendibile al pubblico italiano. Perché anche il ‘grande circo mediatico’ ci mette lo zampino…

A questo punto la vostra affezionata critica potrebbe affermare di aver scritto, alquanto grossolanamente, la recensione del nuovo film di David Fincher L’amore bugiardo – Gone Girl. Naturalmente non è così, ma quasi. Infatti nel nuovo, e a volte sgradevole, blockbuster del regista americano convivono più anime e Fincher è bravo a riuscire a camminare sul filo del rasoio senza mai cadere veramente nell’astruso o nel pericoloso film a tesi.

La storia, in questo inamovibile successo planetario, è ormai nota. Ragazza viziata e benestante accortasi di aver sposato un mollacchioso palestrato fedifrago architetta un piano diabolico, ossessivo e vincente per fargliela pagare con gli interessi.

Il tutto sotto l’occhio vigile e interessato dei media e della coppia di genitori della ragazza ben contenti di vedere aumentati vertiginosamente i guadagni dell’alter ego commerciale della figlia, una sorta di cartone animato con Anne in versione ragazza americana perfetta.

Fincher, sulla scorta del libro di Gillian Flynn (anche sceneggiatrice) da cui è tratto, orchestra un vortice dove apparentemente il cinema classico hollywoodiano è al centro di tutto (il punto di vista che muta a seconda del personaggio), ma dove invece assistiamo all’esempio massimo di travaso dello stile televisivo al cinema dai tempi di The Truman show. Crime series, sit – com, talk shows, breaking news, tutto è frullato da Fincher dentro il suo film - calderone creando un effetto ridondante e di continua messa in scena.

La visione risulta perversa e agghiacciante: i protagonisti risultano al contempo innocenti e colpevoli, possono tramutarsi in vittime e carnefici, personaggi o spettatori. Così come i fatti sono plausibili ma forse no: il matrimonio una cosa seria o un gioco di società; lo stalking un crimine odioso o una liberazione; il sesso un piacere o un bagno di sangue; l’omicidio un orrore o una possibilità. La scelta a quale verità credere è dello spettatore…

Il cast è tutto ottimo, con una nota particolare per Rosamund Pike nel ruolo di Anne: brava in modo agghiacciante nel trasformarsi.

ECCO IL TRAILER:

Un film di David Fincher. Con Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens. - Titolo originale Gone Girl. Drammatico, durata 145 min. - USA 2014. - 20th Century Fox uscita giovedì 18 dicembre 2014.

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