Alabama Monroe di Felix Van Groeningen

Alabama  Monroe  di  Felix  von  Groeningen

Lo spaesato Belgio
Il Belgio è un piccolo paese incastonato tra Francia, Olanda e Germania. La sua taglia mignon, tuttavia, non gli ha impedito di contribuire spesso in maniera stravagante alla cultura europea: basti pensare ai grandi pittori Magritte e Delvaux, autori dissacranti capaci, nel surrealismo il primo e nel simbolismo il secondo, di descrivere l’esistenza come un tutto possibile, senza apparente ancoraggio con la realtà, ma con un sottotesto ironico e lunare tipico dello humour fiammingo.

Anche il cinema ha espresso i suoi talenti: i fratelli Dardenne e Chantal Ackerman. Tutti e tre questi registi hanno descritto, a modo loro, l’estrema instabilità dell’identità belga. Quel sentirsi profondamente alieni dalle culture francesi, olandesi e teutoniche che li circondano ma al contempo goffamente incapaci (e forse non vogliono?) di costruire una propria dimensione nazionale, accettata da tutti.

Non dimenticando la dolorosa frattura esistente tra valloni e fiamminghi all’interno del paese.

Adesso è nelle sale il film che ha conteso a La grande bellezza di Sorrentino l’Oscar per il miglior film straniero: Alabama Monroe di Felix Van Groeningen. Ambientato in un non meglio specificato luogo del Belgio, tra campagna e cittadina, anche quest’opera usa lo spaesamento per raccontare una devastante storia d’amore.

Didier (un carnale Johan Heldenbergh) è un musicista bluegrass, variante della musica country – blues americana. Incontra Elize (una intensa Veerle Baetens), tatuatrice, che porta scritto sulla pelle la sua storia. Si amano e, rimasta Elize incinta, decidono non senza qualche riluttanza di lui di avere la bambina Maybelle (una strepitosa (Nell Cattrisse).

La vita scorre felice, completamente immersa nella musica e nella cultura yankee, con Elize lentamente fagocitata nell’universo di Didier e la sua band per cui diventa cantante. Un giorno, però, Maybelle si ammala gravemente portandola alla morte. Inizia, tra Didier e Elize, una fase di recriminazioni e reciproche accuse che sfocerà nel dramma finale.

Van Groeningen mette in scena l’amore assoluto. Dietro una forte attrazione fisica, Didier e Elize sono diversi concettualmente: razionale e forse superficiale lui; spirituale e profonda lei. Il detonatore delle loro profonde contraddizioni diventa la morte della figlia. Incapaci di gestire il conflitto, cercano attraverso un cambio d’identità (Alabama e Monroe) di sopravvivere.

Si diceva dello spaesamento: tutto nel film potrebbe essere ambientato altrove. Didier si veste da cowboy, guida un pick – up; la campagna è un non luogo; della cittadina vediamo unicamente i locali dove la band si esibisce; solo in una occasione sentiamo parlare fiammingo.

L’inquadratura stretta limita la visuale, la cinepresa sempre addosso ai personaggi chiede disperatamente delle risposte.

Tutto, insomma, concorre a fare di questo film un’opera pluriconcettuale: è un grande omaggio alla musica country; un inno all’amour fou; una dichiarazione d’amore per i personaggi (e per i fratelli Dardenne); ed infine, per tutti questi motivi, un film profondamente belga proprio perché non ha niente di belga salvo quell’atmosfera di spaesamento incistata nel profondo dell’Europa…

ECCO IL TRAILER:

Un film di Felix Van Groeningen. Con Veerle Baetens, Johan Heldenbergh, Nell Cattrysse, Geert Van Rampelberg, Nils De Caster. Titolo originale The Broken Circle Breakdown. Drammatico, durata 100 min. - Belgio 2012. - Satine Film uscita giovedì 8 maggio 2014