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Grand Budapest hotel di Wes Anderson

Wes  Anderson, Grand  Budapest  hotel

Tra sogno e letteratura
E’ sui nostri schermi il nuovo film di Wes Anderson Grand Budapest hotel. Più di una opera cinematografica, la fatica del fantasioso regista americano assomiglia ad un viaggio in un sogno mitteleuropeo che però ha ben chiaro in mente la realtà di oggi.

Ispirato dalla narrativa di Stefan Zweig, sfortunato e talentuoso scrittore austriaco morto suicida in sud-america nel 1942 dopo il rogo dei suoi libri da parte dei nazisti, Anderson mette in scena un grandioso pastiche iperrealista, mescolando diverse tecniche cinematografiche.

Formato della pellicola, scenografia cartoon, ritmi da cinema muto, servono per raccontare la storia del fantomatico Grand Budapest Hotel, forse la storia del mondo e della sua umanità. E storia è proprio la parola più adatta per raccontare: infatti il film parte dalle memorie di uno scrittore che ricorda il suo incontro con il proprietario dell’hotel, a sua volta narratore del mitico concièrge signor Gustave H, disvelatore di tutti i segreti e guida per lo spettatore attraverso i meandri di questa fantasmagorica favola.

In un giardino vediamo la statua di uno scrittore ormai morto. Questi ci racconta la storia del signor Zero, proprietario del Grand Budapest hotel, e soprattutto del signor Gustave H. Questi si occupa del funzionamento dell’hotel ed anche delle sue miliardarie clienti, tutte sue amanti. Il signor Zero è assunto come ultima ruota del carro ed apprenderà da Gustave i segreti per diventare un ottimo portiere d’albergo.

Siamo tra le due guerre mondiali: quando Madame D. muore, lascia in eredità a Gustave un inestimabile dipinto. Il figlio Dmitri tenterà in tutti i modi, leciti e illeciti, di riprendersi ciò che reputa suo. Tra inseguimenti e divertenti siparietti, aiutato da Zero e dalla sua fidanzata pasticciera Agatha, Gustave riuscirà a schivare scalpitanti gendarmi e nazisti in erba trovando anche il tempo per coraggiose prese di posizione a difesa degli umili e deboli, per la delizia dello spettatore non aduso a opere coinvolgenti ma leggere.

Tra battute e gag alla Lubitsch, inseguimenti alla Wilder, Anderson trova il modo di parlare di memoria e del modo come si ricorda. Il lato iperrealista della storia raccontata è vera oppure ci mettiamo del nostro quando narriamo? Il fascino di questo film è racchiuso qui: il ricordo mescola tutto. Posizioni etiche, sentimenti, colori, sproporzioni, amori fino a farci (e fare) percepire esattamente la nostra umanità e verità. Certo poi serve la magia per mettere tutto insieme. Zweig e Anderson dimostrano di averla.

Il cast, stellare, è ottimo tutto.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Wes Anderson. Con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe. - Titolo originale The Grand Budapest Hotel. Commedia, durata 100 min. - USA 2014. - 20th Century Fox uscita giovedì 10 aprile 2014

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