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Il capitale umano, la crisi vista da Woody e Paolo

Il  capitale  umano  di  Paolo  Virzì

Mi è capitato di vedere, in questi giorni, in rapida sequenza Blue Jasmine di Woody Allen e Il capitale umano di Paolo Virzì. Alcune riflessioni sono obbligatorie, a cominciare dallo stupore per l’attenzione provocata dall’attuale crisi economica suscitata nei due registi, non esattamente adusi a frequentare questo materiale.

Allen, di solito impegnato ad analizzare sé stesso attraverso le esperienze degli altri, Virzì ormai da tempo impelagato in una ricerca nostalgica dell’Italia che fu. Ed invece il decano e il provinciale hanno completamente spiazzato la vostra affezionata critica.

I due film sopracitati mi sono sembrati molto aderenti l’uno all’altro perché pongono al centro il collasso dei rapporti umani provocato da una crisi economica che non ha fatto collassare solo il nostro portafoglio ma, ben più grave, tutto il nostro sistema di valori.

E’ come se spinti da una avidità ormai senza freni e pure impunita, da un capitalismo completamente cieco e dal prevalere di una cultura tecnica su una umanistica gli esseri umani non riescano più a riconoscersi come fratelli, simili, ma solo come veicoli di scopo, merce in vendita, pura speculazione.

Il sistema economico ormai ci è entrato nei gangli vitali e governa i nostri cuori e le nostre pulsioni. Diventa modo di vivere, essere, educare.

Questo ci trasmette i film di Allen e Virzì. Accomunabili anche per certi tratti delle trame: in Blue Jasmine e Il capitale umano le persone mentono, a sé stesse e agli altri, rendendo il tradimento consuetudine.

Benché nel film di Allen, l’attenzione sia tutta concentrata sulla figura di Jasmine (una stratosferica Cate Blanchet), i suoi tic le sue nevrosi, la superficialità della sua vita, il suo razzismo, i personaggi che le ruotano attorno (la sorella, il di lei fidanzato, il dentista presso cui lavora la protagonista), anche se appaiono migliori di lei, sono tutti impegnati ad adattarsi alla nuova realtà: quella della menzogna come regola di vita. Per mascherare i loro fallimenti o per guadagnare qualche posizione.

Nel bel film di Virzì, tra l’altro adattato da un romanzo americano scritto da Stephen Amidon, la ricca Brianza ospita le storie di due famiglie: quella dello speculatore finanziario Giovanni Bernaschi (uno strepitoso Fabrizio Gifuni) e della bella e squinternata moglie Carla (una eccellente Valeria Bruni-Tedeschi) e quella dell’arrampicatore sociale, agente immobiliare, Dino Ossola (un lunare Fabrizio Bentivoglio) e dell’ingenua compagna Roberta (una misurata Valeria Golino).

Le due famiglie s’intrecciano a causa del fidanzamento dei rispettivi figli e allo spericolato investimento di Ossola in titoli dal rendimento pazzesco di Bernaschi. Sullo sfondo di un significativo incidente stradale, finito in tragedia, e che dà il titolo al film (il capitale umano è ciò che valiamo agli occhi dell’assicurazione), assistiamo alla dinamica dei rapporti tra i componenti delle due famiglie e al loro stesso interno.

Basati anche loro sulla menzogna, come principio, e sul tradimento come ultimo approdo per capitalizzare, Il capitale umano mostra il disfacimento del sistema Italia vittima anche di una speculazione feroce ad opera di una parte significativa del suo ceto più abbiente.

Laddove Blue Jasmine parte dall’analisi dell’individuo per certificare un fallimento collettivo, il film di Virzì non salva nessuno, se non i due giovani (Serena [una sorprendente Matilde Gioli], figlia di Ossola e Luca [un intenso Giovanni Anzaldo], artista disadattato e quindi vittima) alla fine pronti ad assumersi le loro responsabilità. Ma certo, un po’ tutti abbiamo negli occhi il giovane ciclista vittima dell’incidente, emblema di un’Italia invisibile, precaria, e sempre più priva di diritti.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio. - Thriller, durata 109 min. - Italia 2014. - 01 Distribution uscita giovedì 9 gennaio 2014.

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