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Ridere, senza limiti di tempo (Vogliamo vivere)

Vogliamo vivere

Recentemente rimasterizzato è nelle sale italiane il capolavoro del 1942 del grande regista tedesco Ernst Lubitsch, Vogliamo vivere. E’ incredibile constatare come ogni volta escano capolavori restaurati, molto antichi per gli standard attuali, i cinema magicamente si riempiono di spettatori, vecchi e giovani.

La magia si sta ripetendo per Vogliamo vivere. Molto pubblico, incuriosito e affascinato, verifica come certo cinema non tramonta mai.

Girato nel 1942, dunque in piena seconda guerra mondiale, da un regista transfuga dalla Germania nazista che aveva trovato a Hollywood la sua personale Mecca, Vogliamo vivere è una satira ferocissima su Hitler e il nazismo, molto amata dal pubblico del tempo.

Tratto da una pièce teatrale del drammaturgo ungherese Melchior Lengyel, il film di Lubitsch fu attaccato dai critici suoi contemporanei perché “prendeva in giro i polacchi” ed ebbe solo una nomination per la colonna sonora agli Oscar del 1943.

E’ del tutto evidente, a chiunque veda la commedia, che il bersaglio della satira del regista tedesco era Hitler e il nazismo. E’ curioso constatare come Vogliamo vivere e Il grande dittatore di Chaplin (gli unici film girati in tempo di guerra a prendere in giro il nazismo) non siano stati troppo amati dagli intellettuali della loro epoca. Sensi di colpa per come avevano sottovalutato Hitler o, peggio, fiancheggiato? Chissà.

In una Polonia non ancora invasa, una scalcinata troupe teatrale deve mettere in scena una pièce apologetica: Gestapo. Gli attori recitano a soggetto piuttosto che seguire un rigido copione dove il Führer deve risaltare. Infatti il potere cassa il lavoro e la troupe va avanti recitando Amleto.

Tra il pubblico c’è il tenente Sobinsky, giovane patriota polacco (Robert Stack), innamorato della prima attrice Maria Tura (una strepitosa Carole Lombard) mentre il primo attore è suo marito Joseph Tura (un divertente Jack Benny).

Quando di lì a poco la guerra scoppia, la troupe verrà coinvolta in un esilarante dentro e fuori la scena nel tentativo d’impedire che una spia consegni i nomi della resistenza polacca alla Gestapo. Inutile citare gli innumerevoli cambi d’identità, irrealtà gigantesche, battute esilaranti: per il puro divertimento confezionato dal ‘tocco di Lubitsch’ si è pronti a credere a qualsiasi incongruenza.

Capolavoro assoluto, questo film recupera lo splendore del cinema muto proprio attraverso il ‘tocco’ del maestro tedesco: in una situazione apparentemente drammatica s’infila la battuta sagace o il particolare comico.

Opera totalmente costruita in studio, Vogliamo vivere è realizzato con il ritmo e la performance monstre degli attori, con attimi di vera commozione legati al dramma della guerra comunque presenti e magistralmente resi da Lubitsch.

Ecco il trailer:

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