Side Effects, gli effetti collaterali secondo Steven Soderbergh

Side Effects, Steven SoderberghSteven Soderbergh e’ uno di quei registi americani prolifici al punto da risultare irritanti. Al pari di Steven Spielbergh e Woody Allen tira fuori uno o due film all’anno, ma, al contrario degli altri due, preferisce cimentarsi in molti generi diversi: da divertenti commedie a thriller a drammi personali a film storici.

Ciononostante sembra sempre che il suo più autentico talento si manifesti nei thriller e questo ultimo esempio lo conferma.

Side Effects e’ una storia avvincente e ben curata, con personaggi che non sono mai quello che sembrano e dialoghi fini e intriganti.

L’incipt in breve: Emily (Rooney Mara) e’ una giovane moglie newyorkese che riaccoglie a casa il marito Martin (Channing Tatum) ex-speculatore di borsa al termine di una periodo di pena per aggiotaggio.

Tuttavia lei soffre di depressione da diverso tempo e, dopo un tentativo di suicidio, decide di andare in analisi presso il dottor Johathan Banks (Jude Law).

Il dottore le prescrive degli psico-farmaci che però non sembrano funzionare. Lei allora insiste per avere un medicinale specifico, L’Ablixa, che sembra aiuti parecchio ma che potrebbe avere effetti collaterali spiacevoli tra cui il sonnambulismo.

E qui mi fermo perché il film, grazie alla stupenda sceneggiatura di Scott Z Burns, a cui va la maggior parte del merito per il film, contiene una miriade di rivelazioni e trappole, che obbligano i personaggi a percorrere un lungo e intenso calvario personale da cui nessuno esce completamente innocente.

Le interpretazioni sono notevoli, anche grazie alla natura cangiante dei personaggi, che o non sono quello che sembrano, o vengono cambiati dalle circostanze.

Channing Tatum, alla terza collaborazione con Soderbergh, dimostra di saper interpretare personaggi complessi e di aver raggiunto una profonda maturazione come attore: il suo è un Martin ingenuo ma al contempo recidivo nei suoi vizi passati.

Jude Law sorprende di meno, ormai fissato nella parte dell’uomo di mezza età impigliato in una situazione al di fuori della sua portata, ma fa comunque un buon lavoro e ci fa disperare per lui.

Ma la palma va a Ronney Mara. La sua Emily incarna perfettamente la natura del film, passando da piccolo uccellino indifeso a caso psichiatrico ad altre oscure metamorfosi (che non rivelerò in quanto parte integrante del film), il tutto interpretato con naturalezza ed un fine understatement che tuttavia sprigiona un'energia tale da lasciare appiccicati alla schermo.

In conclusione Side Effects e’ un ottimo film che riesce ad essere al contempo intelligente e pieno di suspense, se volete un buon thriller americano, questo fa per voi.

Uscito negli Stati Uniti l'8 febbraio scorso, in Italia sarà nelle sale dal 1° maggio.

Il trailer: