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Amore, un fatto/libro/film sul lettinoA cura di Umberta Telfener

Il lettino è simbolo del lavoro clinico psicoanalitico e anche se ormai non sempre se si va da una/o psicologo o da una/o psichiatra ci si stende, ugualmente questo simbolo rimane nella fantasia collettiva. Vorrei con questa rubrica “stendere” un film, un libro, un evento sul lettino e analizzarlo dal punto di vista della psiche. I fatti non arrivano alla nostra attenzione in maniera “neutra” ma inevitabilmente interpretiamo ciò che accade a seconda delle nostre lenti e dei nostri pregiudizi, spesso inconsapevoli, sempre inevitabili. Lo stesso accadimento avrà significati diversi a seconda di come lo guardiamo: il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. In questa rubrica la lente interpretativa è esplicita e condivisa con voi: quella del funzionamento della mente e delle regole più attuali delle discipline quali sociologia, antropologia, psicologia… Buona lettura!!!
La nostra vita, Daniele Luchetti

La nostra vita, Daniele Luchetti

di Umberta Telfener
La nostra vita, un film di Daniele Luchetti con Elio Germano, Raul Bova, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti, Stefania Montorsi e Giorgio Colangeli (2010).

Il neorealismo italiano del XXI secolo prevede famiglie che ce la vogliono fare ad ogni costo e pur sognando di passare le vacanze in Costa Smeralda riescono poi a godersi la vita incontrandosi con i familiari al mare, avendo cucinato un buon fritto di pesce (il cibo c’è, non manca), circondati da tanti bambini e tanta allegria, in leggerezza.

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Departures, di Yojiro Takita

Departures, di Yojiro Takita

di Umberta Telfener

Molto bello il film giapponese di Yojiro Takita (2008), premio Oscar per il miglior film straniero, Departures. Un giovane violoncellista, quando l’orchestra per cui suonava chiude per carenza di pubblico, torna con la moglie al paese natio e si trova un nuovo lavoro.

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Dieci inverni, il film di Valerio Mieli

di Umberta Telfener

Vorrei parlare di un film di Valerio Mieli con Isabella Ragonese e Michele Riondino, film presentato alla mostra di Venezia (2009), DIECI INVERNI, un film che segue due ragazzi coetanei dai loro diciotto anni ai ventotto, per dieci inverni, appunto.

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Basilicata coast to coast

Basilicata coast to coast

di Umberta Telfener

Un film di Rocco Papaleo (2010), con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno.

Un gruppo scalcagnato di musicanti, che canta ai matrimoni e alle feste di paese, è accettato al festival di Scanzonissima a Scanzano Jonico e decide di arrivarci a piedi in dieci giorni, 120 kilometri, partendo da Maratea, sul Tirreno accompagnati da un cavallo e un carretto con bagagli e strumenti musicali.

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La prima cosa bella, Virzi' con un romanzo familiare, emotivo e ironico

La prima cosa bella, Virzi' con un romanzo familiare, emotivo e ironico

di Umberta Telfener

Intendo parlare del film La prima cosa bella, di Paolo Virzì (2010), con Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Micaela Ramazzotti, Claudia Pandolfi, Marco Messeri, Sergio Albelli, girato dopo 12 anni da Ovosodo nella città natale del regista, l’amata Livorno.

Il film, finalmente non d’amore, descrive una mamma, sensuale, inconsapevole, goffa, molto bella e corteggiata che si industria per sopravvivere e il suo rapporto con i due figli attorno ai dieci e sei anni, distrattamente e visceralmente amati, con un marito geloso che la allontana e alcuni amanti poco attenti.

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Cosa voglio di piu', Soldini con passione e dolore

Cosa voglio di piu', Soldini con passione e dolore

di Umberta Telfener

Il capolavoro sulla passione amorosa è senz’altro il film di Francois Truffaut La signora della porta accanto (1981), un film in cui erano evidenziate le occasioni necessarie e non sufficienti che portano a infiammarsi d’amore.

Il film Cosa voglio di più (senza punto interrogativo), di Silvio Soldini (2010) tratta anch’esso di una passione amorosa, con tanto di attrazione fisica, sofferenza, e ineluttabilità. Anna (Alba Rohrwacher) e Domenico (Pierfrancesco Favino), si incontrano per caso, lui cameriere, lei segretaria con possibilità di carriera.

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Soul kitchen, la generazione "liquida"

di Umberta Telfener

Ho visto Soul kitchen 1 , film di Fatih Akin con Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Wotan Wilke Möhring, Jan Fedder, premio Speciale della Giuria a Venezia 2009 e mi è molto piaciuto. Siamo ad Amburgo, Germania, dove un giovane greco possiede una bettola dove vanno a mangiare i disperati della zona. Cucina con poca passione cibi “trasandati”, surgelati e pieni di grassi e vive alla giornata, amando una donna molto diversa da lui.

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Shutter Island, psicologia noir

Shutter Island, psicologia noir

di Umberta Telfener

La rubrica un film sul lettino non poteva non trattare Shutter Island, triller psicologico (con punte di noir), film di Martin Scorsese, con Leonardo Di Caprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley ed altri (USA 2010).

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Perdona e dimentica, le poche speranze secondo Todd Solondz

di Umberta Telfener

Difficile recensire un film in cui non ho trovato neppure un personaggio propositivo, a parte una stralunata ragazzina di sei/sette anni, imbottita di ansiolitici che le vengono somministrati con naturalezza, la quale considera tutto quello che la circonda affetto da tristezza abissale (“queste carotine sono immensamente infelici”).

A parte un ragazzino di dodici anni, Timmy, che si sente l’uomo di casa (madre e tre figli, padre creduto morto, in carcere per pedofilia) e tenta di proteggere con caparbia razionalità la propria madre (stralunata e ripiegata solo su se stessa) e tutti quelli che lo circondano.

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Il profeta, regia di Jacques Audiard

di Umberta Telfener

Il profeta
, regia di Jacques Audiard, Gran Premio della Giuria al 62esimo Festival di Cannes (2009), Candidato all'Oscar 2010 come miglior film straniero.

L’iniziazione alla vita di un ragazzo orfano di diciotto anni cui sono stati dati sei anni da scontare in carcere. Trasferito al reparto adulti deve trovare il suo posto in questa comunità assolutamente rigida, che scopriremo flessibile rispetto a regole che vengono dettate da chi all’interno tra i reclusi ha più potere; routinaria, scandita tra alleanze esplicite e tacite, gerarchie definite e ribadite che richiedono messe alla prova e bandiscono ogni tradimento, tra violenze e apprendimenti.

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Sul mare di Alessandro d’Alatri

di Umberta Telfener

Ho visto un film intelligente, sottile e raffinato. Sul mare di Alessandro d’Alatri, tratto dal romanzo In bilico sul Mare di Anna Pavignano, con Dario Castiglio e Martina Codecasa (2010). Parla della vita su un’isola, in questo caso Ventotene, e la distanza tra chi vi abita e chi viene come turista.

Per quelli che vi risiedono stanzialmente la difficoltà a trovare lavoro, il lavoro in nero, le morti bianche, l’immigrazione, l’isola che può diventare una prigione, sono i temi sociali che il film affronta nello sfondo (peccato li accenni soltanto).

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Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord

Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del nord

di Umberta Telfener

Divertente una storia d’amore descritta solamente dalle mail che un uomo e una donna si scrivono! Emmi, esperta di siti internet e Leo, assistente universitario di psicolinguistica, si incontrano via mail in un non luogo, fuori dal tempo, senza età, senza volto, reciproche figure della fantasia. Ciascuno utilizzerà i messaggi che riceve per costruirsi un’immagine dell’altro.

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"Happy family", il film di Gabriele Salvatores

"Happy family", per chi ha paura

Gabriele Salvatores è talmente bravo che col cinema gioca a palla. Costruisce un film leggero, divertente, mette in scena un meta-film in cui gli attori parlano con il pubblico e ogni spettatore è chiamato in prima persona a entrare nella trama e a coinvolgersi con loro. Gli attori parlano anche con lo sceneggiatore/autore della trama, lo scrittore che vuole mettere in scena un film d’autore, che da loro vita in una danza co-creativa interessante e mai banale.

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"Io sono l’amore", film di Luca Guadagnino

"Io sono l’amore", il sentimento estremo e romantico

di Umberta Telfener

Circolano una serie di film che mettono l’amore al primo posto e che mostrano dell’amore un immagine idealizzata ed estrema, assolutamente romantica, in un’epoca in cui amore e disamore sono invece, a mio parere, momenti di sfumature infinite, dai fragili confini. Sto parlando di Io sono l’amore film di Luca Guadagnino del 2009 con Tilda Swinton (Emma), Pippo Delbono (Tancredi) che descrive la famiglia Recchi con i loro tre figli, Elisabetta (la brava Alba Rohrwacher, identica alla Swinton) Edoardo (Flavio Parenti) e Gianluca.

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Mine vaganti, di Ferzan Ozpetek

Mine vaganti, di Ferzan Ozpetek

di Umberta Telfener

Da una parte la tradizione e le convenzioni, la famiglia, le regole, la paura degli altri, dall’altra il proprio insindacabile giudizio, le esperienze e scelte personali, la rottura con i pregiudizi di una provincia ristretta. Tommaso rientra in famiglia e si trova preso tra due lealtà. Da una parte la sua vita, il suo amore per un ragazzo che lo desidera, la vita a Roma, l’indipendenza dalla tradizione e dal pastificio di famiglia, dall’altra la salute del padre che ha reagito con un infarto a ciò che non vuol sentire, la paura di deludere, la sicurezza di una grande famiglia patriarcale.

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'Up in the Air', lavoro e onnipotenza

di Umberta Telfener

Up in the Air” (Tra le nuvole, 2010), è il nuovo film di Jason Reitman, intepreti George Clooney (Ryan Bingham), Anna Kendrick (Natalie, giovane collega da addestrare ma piena di prosopopea, idealizzazioni e idee lavorative innovative; alleata o minacciosa?), Vera Farmiga (Alex, sua collega nell’essere workaholic e fuggiasca, interessante perché psicologicamente identica al protagonista, forse ancora più estrema). Basato sull’omonimo romanzo di Walter Kirn pubblicato per la prima volta nel 2001 ci propone un’interpretazione straordinaria di George Clooney.

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E’ complicato, l'amore a sessant'anni

di Umberta Telfener

E’ complicato
Nancy Mayer (2009), con Alec Baldwin e Meryl Streep

Complesso e complicato sono due parole usate spesso come sinonimi ma in realtà introducono due concetti molto differenti. Complicato (complicare = piegare più volte) significa che una descrizione/ spiegazione implica un costo alto in termini di tempo e spazio.

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Crazy Heart di Scott Cooper

Crazy Heart, un tentativo di redenzione

di Umberta Telfener

Crazy Heart, esordio alla regia per Scott Cooper e ritorno da protagonista per Jeff Bridges, trae ispirazione dal romanzo omonimo di Thomas Cobb. La storia è scontata: Bad Blake cantante country (un gigantesco Jeff Bridges, bello, sexy, bravissimo, giustamente candidato all'Oscar), è sul viale del tramonto e passa da un motel all’altro, suonando in posti sempre più infidi, sempre con un bicchiere di whisky in mano.

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AN EDUCATION, la doppia natura delle persone

di Umberta Telfener

AN EDUCATION, un film di Lone Scherfig, con Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike; drammatico, Gran Bretagna 2009. Sceneggiatura di Nick Hornby, a partire da uno scritto autobiografico della giornalista Lynn Barber.

L’iniziazione sentimentale di una ragazza sedicenne nella periferia di Londra nel 1961, prima della rivoluzione sessuale/femminista/della moda/dei costumi. Jenny è una ragazza intelligente e colta, ambiziosa, che ascolta Juliette Grecò e si interessa di esistenzialismo.

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