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To Rome with love, Woody Allen geniale e spiritoso

Ho trovato il film To Rome with love di Woody Allen (2012) geniale e spiritoso, surreale e divertente.

Divertente in quanto prevedibile nella trama, esasperato e prototipico del suo repertorio, onirico come i suoi ultimi film, burlesco come mai.

In una Roma bellissima, dai tramonti e temporali intensi si svolge la vita, poco straordinaria, anzi piccola piccola. Quattro le storie interconnesse.

Leopoldo Pisanello (Roberto Benigni) diventa inspiegabilmente e improvvisamente famoso e viene seguito dai mass media che gli chiedono le più stupide ovvietà. Altrettanto velocemente perderà la fama e ne sarà sia sollevato che deluso.

Una giovane coppia di Pordenone viene a Roma per il lavoro di lui e si troverà separata per una giornata. Lui la passerà con zii bigotti usciti dall’armadio, simili ai fantasmi di Ozpetek, e con Penelope Cruz, una puttana d’alto bordo, bella, intelligente, sensuale e ironica; la moglie si farà facilmente sedurre da una star TV (Antonio Albanese) e da un ladro d’alberghi (Riccardo Scamarcio) per seguire i suoi idoli e il suo desiderio romantico di avventura.

Un giovane architetto e la sua compagna verranno perturbati dalla visita dell’amica Monica, intenso bluff ammaliatore, tutta centrata su sé stessa.

Una giovane che conosce solamente la prima strofa dei poeti che bisogna citare, che recita costantemente l’intellettuale informata e intensa e ugualmente – benché prevedibile - riesce a sedurre chi vuole lei (la persona più difficile da prendere). Ad accompagnare la trippia ci sarà John (Alec Baldwin), architetto newyorkese di centri commerciali, che fungerà da grillo parlante, secondo la più usuale tradizione meta-comunicativa di Allen: il suo “vizio” di rappresentare sempre quello che le persone pensano per arricchire di significato come si comportano e come vivono.

Hayley, turista americana, si innamora di Michelangelo, avvocato impegnato nel sociale, e faranno incontrare i loro genitori per ufficializzare il loro rapporto. Il padre di lui, impresario di pompe funebri e cantante d’opera sotto la doccia incontrerà Jerry (Woody Allen) regista di opere teatrali in pensione e la moglie strizzacervelli (attualmente sono di gran moda gli psyc nel cinema!!) e inizierà una loro avventura comune.

Varie le scene molto divertenti di questo gruppo: Woody che non capisce il latino e interpreta una recensione che lo stronca a suo favore (“Cosa vuol dire minus habens?” ”Che hai precorso sempre i tempi” gli risponderà la moglie); un’interpretazione della psicoanalista che collega il pensionamento del marito che per lui significa morte, con l’aver incontrato il consuocero che si occupa di morti e il volerlo risvegliare rendendolo famoso per risvegliare se stesso; le rappresentazioni operistiche surreali.

Un personaggio solo troppo stereotipato e quasi offensivo in questo gruppo, la mamma di Michelangelo, contadina buona e ingenua, tutta dedita alla cucina, assolutamente ingiustificata.

Andare a vedere Woody Allen è un po’ come incontrare una volta ogni tanto un vecchio amico, rassicurante in quanto prevedibile e riconoscibile, in questo caso, nella sua ossessione con la propria intelligenza e sull’approfondimento psichico, con la sua capacità di uno sguardo ironico sui particolari, dalla battuta facile mai banale. Speriamo che torni presto a trovarci!!

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