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Song ‘E Napule di Marco e Antonio Manetti

Song ‘E Napule di Marco e Antonio Manetti

Ho appena visto un film proprio carino, leggero, un po’ surreale e molto divertente: Song ‘E Napule di Marco e Antonio Manetti (2014), romani, anche curatori di spettacoli teatrali e di videoclip musicali.

I due registi hanno messo in piedi un film insolito, moderno, spassoso, che coinvolge lo spettatore come ogni commedia poliziesca che si rispetti. In chiave post moderna unisce vari generi, diventa un giallo rocambolesco ma ricorda anche le gag di Ridolini in cui tutto si appiana attraverso il gioco degli equivoci e la casualità propizia.

Paco Stillo è un pianista disoccupato che facendo leva su una raccomandazione riesce ad entrare in polizia dove viene reclutato nei servizi speciali per infiltrarsi ad un matrimonio e identificare un noto appartenente alla camorra.

Facendo leva sulla sua esperienza musicale – è laureato al conservatorio e ama la musica colta - si infiltrerà con il nome di Pino Dinamite nella band di Lollo Love, cantante neomelodico napoletano, idolo trash delle ragazzine, una sorta di guru delle teenagers, un guaritore amoroso, dispensatore di rassicurazioni.

Lollo Love infatti, quando non canta ad un matrimonio o a una festa di quartiere, è assalito dalle telefonate di giovani “cuoricini” che gli chiedono di dedicar loro una canzone al telefono, per appianare ogni situazione amorosa attraverso i suoi consigli spiccioli.

L’annoiato Stillo, relegato inizialmente a fare la guardia ad un magazzino giudiziario, molto critico della musica della band, si rivitalizza con loro ma resta pur sempre un ragazzo un po’ imbranato e molto per bene. Lo vediamo divertirsi di più, diventare un rockabilly un po’ coatto e scoprire un mondo di cui non conosceva l’esistenza, scoprire anche un’amicizia speciale con una ragazza. Soprattutto impara ad amare Napoli, che non apprezzava, in quanto città difficile da decodificare, imprevedibile, disordinata, troppo istintiva e trasgressiva.

“Ce la facciamo una pista?” gli viene chiesto da Lollo, il giorno dell’entrata nella nuova band, quando lui si deve far accettare a tutti i costi e deve avvicinare i propri valori a quelli del gruppo. Poco dopo li vediamo tutti e due, lui e Lollo, che si fanno una giocata alla play station, sfidandosi alla guida come prima si erano sfidati al calciobalilla: sono queste le attività conviviali ed le sfide emotive che permettono al capo di giudicarlo, di accettarlo e poi di apprezzarlo. Tra i due nasce un’amicizia.

Pino è pieno di scrupoli, ha la faccia sempre preoccupata, è un giovane uomo che continua a chiedere il permesso di vivere e per questo non riesce inizialmente ad apprezzare la sua città natale, troppo irriverente.

Si sente sempre scoperto, non è capace di fare il cattivo, va all’inseguimento del camorrista senza pistola, non la sa e non la vuole usare. Dall’altra è integro, centrato, ecologista, va in bicicletta e rispetta i semafori; è sempre pronto a narrare aneddoti sui suoi compositori preferiti. Insomma si esce dal film di buon umore e un po’ inteneriti da questo “nuovo” maschio, oltre che dalle risate allegre che il film ci ha fatto fare.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Marco Manetti, Antonio Manetti. Con Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Paolo Sassanelli, Carlo Buccirosso.
Commedia, durata 114 min. - Italia 2013

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