Smetto quando voglio, film di Sydney Sibilia (2013)

Smetto quando voglio, film di Sydney Sibilia (2013)

Un’idea geniale per commentare la situazione attuale delle Università italiane, la mancanza di soldi per la ricerca e la fuga dei cervelli: alcuni brillanti ricercatori universitari – due chimici, due latinisti, un economista, un archeologo e un antropologo – decidono di mettere a frutto le loro conoscenze e curiosità per creare una molecola psicotropa raffinatissima che non sia (ancora) nelle tabelle delle droghe proibite.

Faranno i soldi mettendo a frutto il loro sapere, ma anziché metterlo a disposizione della comunità, come avrebbero voluto fare rimanendo nel circuito universitario, lo utilizzeranno a scopo personale per fare soldi.

Due inizialmente fanno i benzinai, uno il lavapiatti, uno cerca lavoro come meccanico ma viene allontanato in quanto laureato, un altro si guadagna da vivere giocando a poker.

Ognuno di loro si arrangia per sopravvivere, malgrado siano menti molto promettenti nel loro ambito di interesse.

Divertente e purtroppo non lontano dal vero il cattedratico di riferimento, uno tra i tanti, professore più interessato al posto barca che non alla ricerca, poco rispettoso, baronale, convinto di un proprio diritto a comandare e all’obbedienza del ricercatore di turno, politicante ingenuo, venditore di fumo.

La molecola viene sintetizzata, la droga è pronta e i ricercatori la mettono sul mercato.

Da lì il film - a mio parere – scade. Perché mai delle menti sopraffine debbono senza nessun dubbio e senza sforzo equipararsi se non superare in banalità e grossolanità la mafia del settore?

Perché devono diventare volgari, comprare catene d’oro pesanti kilogrammi, coupé che non sanno guidare, pantaloni di pelle cafoni, giacche di seta finto eleganti, frequentare solo puttane russe e bere solo champagne sul roof top di alberghi smargiassi con piscina? Perché i soldi corrompono? Così velocemente?

E poi non si poteva ipotizzare un uso etico dei soldi che hanno guadagnato in maniera così poco pulita? Sarebbe stato troppo moralista?

Non sarebbe stato più divertente un film in cui la maggior parte di loro riesce a non corrompersi ma a fare ciò che le Istituzioni in Italia non hanno loro permesso di fare, usando soldi propri? Come avrebbero potuto impiegare i tanti soldi che stanno guadagnando?

Andando a fare ricerche sul campo tra uno spaccio e l’altro, mettendo sul mercato farmaci innovativi e meno collusivi con le regole del profitto, andando all’estero per approfondire il latino, ipotizzando corsi di latino gratuiti per extracomunitari?

Mi ero immaginata che avrebbero modificato di poco la loro vita, che il film avrebbe trattato della difficoltà a non farsi corrompere, a non cadere negli stereotipi usuali. Avevo speculato sugli sforzi per NON DIVENTARE triviali e volgari, per NON CADERE negli stereotipi che i soldi implicano.

Il film, divertente nell’idea di base e nella sua parte iniziale, nella premessa di svoltare economicamente rifiutando il sistema universitario, strappa alcune risate ma diventa a mio parere prevedibile. Alcune battute sono divertenti, per il resto per me il film è stato una delusione.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Sydney Sibilia. Con Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo. Commedia, durata 100 min. - Italia 2013. - 01 Distribution uscita giovedì 6 febbraio 2014.