Allacciate le cinture, di Ferzan Ozpetek

Allacciate le cinture, di Ferzan Ozpetek

Allacciate le cinture, di Ferzan Ozpetek (2013) con una bravissima Kasia Smutniak (Elena) e un altrettanto bravo Francesco Scicchitano (l’amico Fabio). Un matrimonio, un’amicizia molto solida tra una donna e un ragazzo gay con un progetto comune, la malattia, una famiglia solida e coniugata al femminile, ironica e solidale. Un film corale.

Il film mi ha lasciato tante domande e una forte emotività. Ci si può innamorare di una persona che non si stima, che è pragmaticamente diversa da noi, troppo semplice?

Qual è il prezzo che si paga a restare in un rapporto improbabile che nella quotidianità sembra dare poco e viene recuperato in extremis nell’emergenza della malattia?

Antonio ed Elena si sono scelti. Lui l’ha voluta istintivamente, lei lo ha decisamente e chiaramente selezionato per attrazione, per desiderio, per una probabile profondo bisogno di essere lei in controllo della relazione di coppia, con un uomo che probabilmente non le faceva paura.

Tredici anni dopo lui si sente giudicato e poco stimato, lei sente totalmente il peso della quotidianità sulle sue spalle. Hanno due figli. Possiamo mettere in connessione la scelta di Elena col fatto che suo fratello è scomparso improvvisamente e con l’amicizia solida con Fabio che è il suo complice, che la accompagna a fare la chemio, dal dottore.

Elena trova in Antonio quello che Fabio, che ha amato suo fratello ora scomparso, non le può dare. Fabio è l'amico di sempre, il socio in affari, la persona che si occupa di lei accompagnandola in ospedale, il confidente, la persona su cui sa di poter contare.

Due tipi di intimità dunque quello fra Elena e Antonio, carnale e quello tra Elena e Fabio, fatto di intese profonde. Si ha quasi l'impressione che l'uno non potrebbe esistere senza l'altro, che esista grazie all'altro e che ne sia complementare. Sono dunque entrambi rapporti molto intensi, ugualmente importanti, e ci si potrebbe domandare chi dei due uomini sia realmente il marito e chi l'amante.

Ma poi, si possono identificare gli elementi che portano due persone ad amarsi? Certamente no, si tratta di impalpabili e sfuggenti particolari, proiezioni, aspettative, odori, fantasie, sensazioni, dati inconsapevoli e inconsci che si assommano e risultano indefinibili.

Quello che ciascuno dei due ama nell’altro non è circoscrivibile, è quel valore aggiunto che rende quella persona proprio lei, diversa da tutte le altre e la relazione proprio speciale, idiosincratica al loro carattere e ai loro bisogni, diversa da tutte le altre possibili relazioni. Nella scelta, che all’esterno pare improbabile, i due sembrano aver ritrovato un senso che funziona per ambedue. Possiamo comunque dire che il loro è un incontro d’amore, un incontro erotico e tale ritornerà ad essere nel momento della difficoltà estrema.

Certamente può durare un amore che non inizia con un’idealizzazione, soprattutto se c’è attrazione e buon sesso, se il maschio offre contenimento, se alla donna è permesso di seguire la sua natura, le sue necessità psichiche (nel caso di Elena, probabilmente, il controllo). Buon sesso e contenimento non bastano però all’infinito, ad essi vanno aggiunti altri ingredienti, tra gli altri l’intimità e la vita in comune.

I figli hanno certamente aiutato questa coppia a fare cose insieme, anche se nel momento in cui vengono minacciati da un nemico feroce come il cancro sembrano mancare abbracci e condivisione e anziché parlarsi e condividere sentimenti alludono e tergiversano, ciascuno tentando di gestire il proprio dolore individualmente.

Si può anche parlare della malattia e dei suoi effetti collaterali sorridendo ma la sensazione con cui lo spettatore torna a casa è di profonda disperazione, di urgenza di vivere sempre più appieno la vita, di non sprecarla nei silenzi e nei litigi della quotidianità di una coppia che riesce a riscoprire la complicità solo ai tempi supplementari.

Mi hanno però contemporaneamente dato i brividi e mi hanno riempito di vitalità i baci umidi di Antonio, la commistione di piedi e di braccia quando i due si abbracciano tanto da sembrare una creatura unica, la canzone ruffiana di Rino Gaetano, l’ironica e solida amicizia tra Fabio ed Elena.

Un po’ melò, un po’ romanzo sulla vita, il film – molto emotivo - è montato in maniera esperta. Lo consiglio.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Ferzan Ozpetek. Con Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano, Francesco Scianna, Carolina Crescentini. - Commedia, durata 110 min. - Italia 2013. - 01 Distribution uscita giovedì 6 marzo 2014