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Il capitale umano di Virzì, salve le donne

Il capitale umano di Virzì

Che peccato, mi dispiace dover fare un’ennesima recensione in cui i protagonisti maschili del film lasciano psicologicamente tanto a desiderare mentre le donne si salvano tutte.

Sembra un pattern ripetitivo della vita e dei film in questo momento storico, ed è una piccola grande ingiustizia. Sto parlando di Il capitale umano di Paolo Virzì (2013), con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio ed altri. Tutti molto bravi, in un film veritiero che mi è piaciuto molto.

La stessa scuola e l’amore tra due adolescenti sono l’occasione perché due famiglie apparentemente distanti tra loro si incontrino.

Una arroccata nella sua ricchezza è composta da Giovanni Bernaschi, un uomo d’affari distratto e algido, molto convinto nel suo ruolo manageriale e occupato a far soldi, la moglie apparentemente svagata ma intimamente più determinata, alla ricerca di una sua collocazione e da Massimiliano, il figlio, che ha l’unica colpa di essere nato in quella famiglia: un ragazzo ancora acerbo, fiero della ricchezza e del possesso e pieno di pregiudizi e limiti. Fa tenerezza come sia simile al padre, per esempio nei gesti dell’amore, nel suo modo di avvicinare a sé la giovane Serena, esattamente come il padre avvicina sessualmente a sé la moglie Carla.

Serena, la fidanzata dagli occhi intensi, è figlia dell’altra famiglia che seguiamo: Dino Ossola, benestante arrampicatore che sembra pensare che la vita vada vissuta a piene mani – superficiale e arraffone – e la sua seconda moglie, Roberta, psicologa accogliente e soddisfatta del suo lavoro.

A me le due famiglie sono sembrate molto simili, malgrado un’esplicita differenza di classe sociale: identici i due adolescenti distanti dagli adulti e chiusi nel loro mondo incommensurabile.

Identici i due maschi che misurano se stessi attraverso i soldi che portano a casa, ignari ambedue del bene comune, invischiati dalla logica che il fine giustifica i mezzi: Giovanni in maniera apparentemente più distaccata sta misurandosi col peso del potere personale, Dino in maniera più goffa ed esplicita appare come un mercante organizzato da temi quali il possesso, il benessere e la sicurezza.

Ambedue usano i soldi come strumento di individuazione, ambedue pensano le donne come una propria appendice, come un compito da svolgere per farsi belli ai loro e ai propri occhi. Identiche le compagne che si trovano psicologicamente più avanti degli uomini e non si accontentano di stare a casa, cercano uno spazio non collegato ai soldi ma alla messa in campo di se stesse e al tema della conoscenza.

Due donne capaci di decidere, di andare oltre le apparenze, di scegliere, di non castrare e sminuire i giovani, di mettersi in gioco. Identica mancanza di dialogo nella coppia e autarchia degli uomini nella relazione.

Psicologicamente più incomprensibile è Luca, il giovane ragazzo “diverso” che compare a fianco di Serena: strano, border, sensibile, talentuoso nel disegno ma solo tratteggiato psicologicamente rispetto agli altri personaggi.

Come conquista il cuore della ragazza? Semplicemente perché la guarda, sembra vederla e le parla? Perché si racconta, perché ha avuto una vita difficile, perché anche lui è “orfano” di madre come lei? Forse semplicemente perché sembra poco poco più partecipe emotivamente degli altri maschi presenti. Ma non dovrebbe bastare!

Significativo lo sguardo di disprezzo di Carla con cui il film si chiude: disprezzo verso il marito che non riesce ad abdicare al suo ruolo e resta impigliato nel virus del potere in cui bisogna far finta che tutto vada sempre bene.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio. - Thriller, durata 109 min. - Italia 2014. - 01 Distribution uscita giovedì 9 gennaio 2014.

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