Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese

Tutta colpa di Freud di Paolo Genovese

Ho appena visto un piccolo film italiano geniale, Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese, un film che evidenzia/amplifica e contemporaneamente scardina molti pregiudizi attraverso una commedia degli equivoci leggera e piacevole.

Si parla di amore e di relazioni, si dice che l’amore è la malattia più diffusa al mondo e che gli uomini si dividono in quattro categorie: gli insoddisfatti, gli insicuri Peter Pan, i vorrei ma non posso e i figli di mamma. Solo un 5% del genere maschile sembra salvarsi dalla distruzione!

Perché scardina pregiudizi? Perché un padre psicoanalista sempre pronto a comprendere le sue figlie, si trova con una delle tre che da omosessuale vuole provare con gli uomini e si inquieta: ci aveva messo così tanto ad abituarsi che non è pronto al cambiamento; perché lui è un padre/mammo, attento, caldo, non lamentoso, capace di contenere e comprendere, capace di cambiare idea e di ragionare su ciò che avviene intorno a lui, l’opposto dello stereotipo sui papà periferici.

Un uomo che non si misura in base alle conquiste che fa ma che mostra un solido proposito di esserci per le figlie, per tenere in ordine la casa comune, per preparare il loro letto e rimboccare le coperte, senza ambiguità e secondi fini.

Perché le figlie non sono ribelli (abbiamo mai visto al cinema figli partecipi e pronti al sorriso e alla complicità?? Quasi mai!), perché non ci sono segreti scabrosi ma voglia di ridere e ascoltarsi, malgrado si sia in famiglia.

Perché il padre “sacrifica” il suo potenziale amore per il bene della figlia “campanellino” che crede di amare un coetaneo di papà, eterno Peter Pan. Perché mostra una persona che non si sente vittima e non diventa carnefice ma sa di partecipare agli eventi che accadono intorno a lui. Perché per una volta gli psicoanalisti sono trattati bene al cinema quando vengono spesso ridicolizzati.

Ripercorre invece i pregiudizi sugli uomini, che deludono e vanno fatti sentire importanti, che fanno l’amore e non si affezionano ma scappano con la prima venuta, che vengono catalogati anche in base a come reagiscono se si mangia dal loro piatto una cucchiaiata di dolce e per come gestiscono il conto al ristorante.

Amplifica i pregiudizi perché Marta, meravigliosa, intensa e romantica, è sola e non trova un compagno che la voglia se non nell’idealizzazione di ciò che scrivono i suoi autori preferiti, mentre dovrebbe avere la fila sotto casa (solo un uomo sordo muto le dischiuderà un mondo di dialogo, proprio perché diversamente abile); perché Sara che ci prova con loro per la prima volta li trova un po’ ridicoli con la loro fissa per la potenza e il controllo; perché Emma, diciottenne sapiente, è più evoluta e più coraggiosa del compagno cinquantenne.

Il film evidenzia anche i pregiudizi sui matrimoni che si spengono non per ragioni solide ma per la voglia di novità e la superficialità nel non guardarsi reciprocamente.

Sui matrimoni in cui chi apparentemente se ne va, magari tradendo, è poi quello dei due più coinvolto, che non si sente abbastanza amato. Oppure esalta la complicità che si stabilisce in una coppia di lunga data anche se apparentemente non c’è dialogo né sesso tra loro. Ci esplicita il pregiudizio sugli uomini con amanti molto giovani che più tradiscono e più vorrebbero essere riacciuffati dalle loro mogli.

Interessante che alla critica questo film non sia piaciuto, mentre al pubblico si. Credo che acceda all’emotivo e non abbia il difetto che tanto piace alla critica di razionalizzare e intellettualizzare tutto.

Esilarante la scena della donna bruttina che entra in libreria con fare complice a chiedere il libro porno soft “Cinquanta sfumature di grigio” e trova una libraia che fa finta di non averne mai sentito parlare perché lo trova troppo trash per venderlo.

Delizioso il cane Cocker che si chiama “ti amo” perché la sua padrona non è in grado di dirlo alle persone. Plausibile la scena in cui due uomini innamorati ma con una differente consapevolezza di vita descrivono la stessa donna uno genericamente (il marito) l’altro attento alle più piccole sfumature.

Ecco si, questo è un film godibilissimo, tutto basato sulle sfumature.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Paolo Genovese. Con Marco Giallini, Anna Foglietta, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Laura Adriani. - Commedia, - Italia 2014. - Medusa uscita giovedì 23 gennaio 2014