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Nebraska, il bellissimo road-movie di Alexander Payne

NEBRASKA del regista Alexander Payne

Distese sterminate, strade sterrate dove passano solo pochi pick-up, tramonti pacifici. Siamo tornati negli anni ’50? No. Sto descrivendo il film Nebraska del regista Alexander Payne: bellissimo, struggente, in bianco e nero.

Un film che percorre le strade blu americane senza il sogno di una meta, così tanto per andare.

Woody, un anziano burbero e traballante, padre distratto e marito egoista, desidera credere di aver vinto un milione di dollari alla lotteria per avere un ultimo scopo nella vita piena di rimpianti e di ricordi rancorosi.

Si intestardisce di voler ritirare il premio e parte a piedi dal Montana pur di compiere la sua avventura. Il figlio minore David sceglie di accompagnarlo e fra i due nasce l’ombra di un rapporto.

Si sfiorano e si guardano negli occhi: un padre ruvido e testone e un figlio accomodante, che piano piano accetta l’impresa e si assume il compito di ridare status alla misera vita del vecchio.

Due persone sole e insoddisfatte, esenti dall’abbaglio della ricchezza e impermeabili all’invidia dei parenti e degli amici di un tempo. Due vite autarchiche e solitarie che si incontrano nei gesti.

Più gli orizzonti sono ampi, più la vita che ci viene presentata è ristretta, piccola piccola.

Misera nelle abitudini e nella sua rappresentazione quotidiana ma vasta per stati d’animo e potenzialità psichiche.

Sembra di averli incontrati i due protagonisti, di sapere tutto di loro. I conti col passato che non tornano, l’apparente indifferenza verso la morte, la rabbia, i segreti tenuti per sé che quindi non aggiungono peso specifico alla propria vita, un vecchio amore, la moglie brontolona, il sogno di avere un pick-up e la soddisfazione di farsi vedere alla sua guida dai compaesani, l’angoscia di non lasciare niente dietro di sé, nessuna eredità ai figli ... sono queste le emozioni del padre.

Il figlio sembra non avere un futuro: un lavoro che non offre nessuna soddisfazione, una compagna che non lo vuole e lo accusa di non averle offerto un futuro, l’impegno eccessivo nella famiglia d’origine, il rapporto distante col fratello “che ha avuto successo”…

Eppure diventa sempre più umano questo figlio nel suo intento di dare significato alle azioni del padre. Bella la scena in cui gli cede la guida e si nasconde agli occhi degli altri perché il padre possa attraversare il paese natio alla guida del sognato pick-up, con sguardo fiero, perché basta poco per trarre soddisfazione dalla vita quando si è a un passo dalla morte.

Sono uscita con la sensazione che il regista avesse parlato della vita di tutti noi, della vita in generale. Che avesse parlato del rapporto coll’anima e di come non ci sia separatezza tra una natura rigogliosa e fiera e la dimensione personale, qualunque essa sia.

Mai come in questo film si realizza ciò che sosteneva anche Einstein, che ogni umano è parte del tutto che chiamiamo universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Alexander Payne. Con Bruce Dern, Will Forte, June Squibb, Bob Odenkirk, Stacy Keach.- Drammatico, durata 115 min. - USA 2013. - Lucky Red uscita giovedì 16 gennaio 2014

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