Molière in bicicletta, il film di Philippe LeGuay

Molière in bicicletta

Alceste in bicicletta si chiama in Francia il film di Philippe LeGuay che sta avendo molto successo e che si rifà all’opera di Molière Il Misantropo (1666). In Italia il film si chiama Molière in bicicletta (2013).

La storia è quella del rapporto di amicizia/scontro tra Alceste, intransigente idealista incapace di conciliare i propri principi morali con la vita sociale e Filinte, uomo ancorato alla realtà, che fa dell’adattamento la sua filosofia e del compromesso un’utile strategia.

Potrebbe trattarsi quindi di una trama semplice, due personalità psicologiche che si confrontano, ma i due attori – Gauthier sulla cresta dell’onda che fa alla televisione un personaggio romantico e un po’ dozzinale recitato in maniera enfatica e Serge che si è isolato dopo il successo, all’Isola del Re e vive una vita parca, tirchia e solitaria – decidono, nei cinque giorni di prove del primo atto, di darsi il cambio nel ruolo e di recitare ambedue i personaggi a turno.

Abbiamo così, soprattutto nella seconda parte del film, uno scambio di ruoli e di adattamenti. Ciascuno dei due si immedesima nel personaggio e cambia di conseguenza personalità e atteggiamento verso la vita.

Cambia l’intransigenza, la solarità, la leggerezza e il puntiglio, l’apertura al mondo dei due personaggi; poi però ci sono anche gli aspetti caratteriali dei due attori che smussano o accentuano le caratteristiche del personaggio scenico di turno. Chi dei due è Alceste e qual’è Filinte?

A complicare questo gioco costante di specchi e di sfumature arriva anche Célimène, la donna della commedia. Arriva cioè Francesca, donna italiana appena uscita da una disfatta amorosa, apparentemente dura e distante, immediatamente civetta con ambedue, che non sembra scegliere e sembra illuminarsi del loro sguardo per quanto ama essere corteggiata.

Verso la fine ci sembra di aver compreso: Alceste è Serge che si presenta così vestito ad una festa e che sfida con arroganza l’amico da cui si è sentito tradito, alzando la posta e infine ritirandosi in solitudine!

Ma anche Gauthier è Alceste, sia perché ne veste i panni a teatro, non riuscendo ad adattarsi a recitare senza il suo alter ego e non provando piacere a rinunciare alla lotta tra le due personalità, sia perché è lo stratega vincitore che ottiene l’ingaggio dell’amico e si adopera con superbia ad ottenere ciò che vuole.

Allora Serge è Filinte perché cerca una mediazione con la donna e la corteggia discretamente, perché tiene il filo tra sé e l’amico! Ma anche Gauthier ha in sé aspetti di Filinte, quando è capace di mediare nella relazione con la sua compagna lontana e adattarsi alle regole messe da Serge, quando sottomette il suo sentire alla strategia per ottenere ciò che vuole, quando abbandona i principi e vive alla giornata e sembra trarne piacere.

Sono certa che ambedue gli attori sono due grandi narcisi ed è questo tratto personale del carattere che sembra organizzare il rapporto con gli altri, con la società, con le donne. Mettono però in atto due strategie diverse per affrontare il mondo: Serge tende a rannicchiarsi nell’isolamento, per paura delle emozioni, Gauthier, per la stessa paura, affronta il mondo in maniera grandiosa.

Incontriamo nella scena finale Serge su una spiaggia, apparentemente felice del ritrovato isolamento, e comprendiamo che ambedue gli aspetti, la socialità e l’isolamento, il compromesso e l’intransigenza, la sincerità e la diplomazia, sono solo voci che abitano ciascuno dei due, ciascuno di noi.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Philippe Le Guay. Con Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa, Laurie Bordesoules, Camille Japy. - Titolo originale Alceste à bicyclette. Commedia, durata 104 min. - Francia 2013. - Teodora Film uscita giovedì 12 dicembre 2013