La mafia uccide solo d’estate, recensione e trailer

La mafia uccide solo d'estate

Ho visto La mafia uccide solo d’estate (2013) scritto, diretto ed interpretato da Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif, giornalista e comico della televisione italiana (Il Testimone su MTV).

Un film delizioso, accurato, spiritoso e leggero; contemporaneamente serio, impegnato, politicamente corretto.

Un racconto d’iniziazione, genere sul quale il cinema italiano sembra avere un primato: un ragazzo intenso dagli occhi belli va a scuola, si interroga sull’amore e appare molto sensibile a questioni di bene e di male.

Subisce la disattenzione dei famigliari, desidera l’attenzione della compagna di scuola che gli piace proprio tanto, si alfabetizza all’amore, alla professione di giornalista, alla vita. Il tutto in una Palermo squarciata dalla mafia, dall’indifferenza e dal silenzio.

Crescendo Arturo ha una passione intensa e nata per caso: Giulio Andreotti che lui nota in televisione quando, in un’intervista, sembra offrirgli una risposta chiara rispetto ad una domanda che lui aveva fatto a suo padre, domanda che il genitore aveva sottovalutato.

Andreotti diventa il suo mito: si maschera da Andreotti ad una festa di carnevale, ha poster che lo raffigurano nella sua cameretta, ritaglia e colleziona accuratamente articoli e interviste che lo riguardano. Lo ritiene detentore della verità e suo punto di riferimento, fino a svestirsi piano piano di questa idealizzazione, attraverso il vissuto degli eventi che appunto accadono a Palermo e nel resto dell’Italia.

Deliziosa la sua amicizia occasionale con il magistrato Rocco Chinnici che abita nello stesso stabile di Flora, suo amata compagna di scuola, a cui Arturo aveva scritto un messaggio d’amore sul marciapiede, dichiarazione che solo il magistrato riesce a leggere pochi attimi prima di morire nell’attentato del 29 luglio 1983, in cui muoiono sia lui che la scorta.

Surreale l’intervista al Generale dalla Chiesa, in cui ancora Arturo difende il punto di vista di Andreotti e si interroga sulla geografia degli atti malavitosi. Istruttiva la passeggiata tra le lapidi in memoria delle stragi che decorano le strade di Palermo.

Si tratta di una favola leggera e contemporaneamente una testimonianza storica accurata sul peso della mafia in Sicilia, in un ventennio che inizia negli anni ‘70. Un film che fa sorridere costantemente per lo sguardo ruvido e stupito del bambino.

E’ proprio questo sguardo che permette di affrontare un tema così serio in maniera sviscerata. Si esce dal cinema con un retrogusto amaro ma anche col piacere delle battute e delle scene vissute, anche con la sensazione di aver rivissuto un pezzetto di storia.

E’ proprio lo sguardo del comico che permette di partecipare ad un processo di presa di consapevolezza: della società cosiddetta civile nello scorrere degli anni, di Arturo nel suo diventare grande, e pure nostro, rispetto al tema sociale ancora attuale.

Perché è fondamentale non dimenticare mai!!

ECCO IL TRAILER:

Un film di Pif. Con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé - Commedia, durata 90 min. - Italia 2013.