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Philomena, il film di Stephen Frears. Recensione e trailer

Philomena, il film di Stephen Frears

Ho visto Philomena, il film di Stephen Frears (2013) con Judi Dench e Steve Coogan, ambedue bravissimi. Un film pacato e commovente, che accusa in maniera molto diretta la chiesa cattolica irlandese di aver speculato sulle ragazze madri che venivano abbandonate in convento dai genitori a seguito dell’onta subita, cui venivano tolti i figli venduti a caro prezzo a famiglie facoltose.

La colpa della chiesa è triplice, il trattamento riservato alle ragazze (potevano vedere i bambini un’ora al giorno a fronte di un lavoro massacrante), la vendita dei minori per soldi e per punire le ragazze (pura invidia e identificazione col persecutore) e la mancanza di pietà nel negare aiuto a quei figli che cinquant’anni dopo tornavano a chiedere delle loro madri.

Nel film vediamo rappresentanti della chiesa ciniche, fredde, organizzate sulla menzogna benché con il sorriso in faccia. Si esce arrabbiati con le istituzioni ecclesiastiche e tornano alla mente la pedofilia, gli abusi di potere e altre nefandezze perpetrate ai danni dei credenti.

Philomena però è rimasta credente e rispettosa degli altri, delle relazioni umane.

Attraversa le vicende che accadono centrata su di sé e organizzata dalla sua colpa: continua a pensare di aver fatto un peccato grave a lasciarsi conquistare, anche se si ricorda con piacere l’incontro.

L’imprinting che le suore le hanno dato sembra indelebile fino a quando non si dichiara pronta a rendere pubblica la sua storia.

Bella questa figura femminile, anziana e arzilla, che accedere alle emozioni ingenue della letteratura romantica di cui è una lettrice accanita, capace di domandarsi più volte cosa vuole dalla sua vita e dagli altri, di avere momenti di certezza e altri di dubbio nella sua voglia di ritrovare il figlio e nel timore di riuscirci.

Provinciale ma aperta su eventi che non riguardano lei, in grado di ipotizzare che il figlio sia “inter-curioso” senza dare nessun giudizio (intende “omosessuale”).

Una donna assolutamente reale e attuale, capace di cambiare idea, piena di contraddizioni e sfumature.

Bella anche la relazione tra i due protagonisti, il giornalista con vicende lavorative deprimenti e questa donna di cui lui intende scrivere la storia (che poi è realmente uscita nel 2009); interessante come piano piano il rapporto diventi più solido, come ciascuno dei due sembri comprendere e rispettare le peculiarità dell’altro.

Un particolare interessante fa ipotizzare la cura dei particolari nella regia: Il figlio di Philomena nasce podalico.

Una mia amica rebirther – con cui ho visto il film - mi ha raccontato che i neonati che escono podalici escono mostrando per prima cosa i loro organi sessuali, come a dire “Vedete sono un maschio (o una femmina)”.

Come ad avvisare che malgrado i desideri emotivi dei genitori fossero stati diversi, loro si presentano sessualmente con una definizione specifica.

Molto spesso poi, se sono stati immaginati/desiderati dell’altro sesso, “obbediranno” emotivamente, diventando gay.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Stephen Frears. Con Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark, Anna Maxwell Martin, Ruth McCabe. - Titolo originale Philomena. Drammatico, durata 98 min. - Gran Bretagna, USA, Francia

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