Venere in pelliccia, il film di Roman Polanski

Venere in pelliccia di Roman Polanski, trailer

Venere in pelliccia è l’ultimo film di Roman Polanski (2013) con Emmanuelle Seigner, e Mathieu Amalric. Un dialogo tra il regista Thomas e una aspirante attrice, ritardataria ai provini che si svolgono in un teatro.

Un uomo e una donna che si alternano nella conduzione della conversazione, in una sorta di danza che diventa a volte una battaglia per il potere, la dominanza e la seduzione.

Il lavoro teatrale che si mette in scena e che si incarna nella relazione tra i due è appunto Venere in pelliccia, il romanzo di Leopold von Sacher Masoch (1870).

Il film è a momenti noioso, altre volte interessante, un dialogo – troppo verbale - che potrebbe essere seguito guardando soprattutto le posture che i due protagonisti assumono uno nei confronti dell’altro.

Il film diventa più interessante se invece pensate che il protagonista è solo sul palcoscenico e che la donna non è altro che la proiezione della sua ombra.

Torna allora che lei sappia ancor più di lui il copione, che tiri fuori dalla sua borsa da Mary Poppins i giusti oggetti, simboli utili per dare intensità alle scene; che sia capace in ogni momento di aggiungere tridimensionalità ad un particolare che il regista immagina, che dia quel tocco in più, che aggiunga anima alla narrazione, che sappia ogni risposta alle fantasie dell’uomo.

Non a caso “due cuori ammanettati uno all’altro”, come dirà Thomas parlango dei protagonisti del suo lavoro, parlando forse anche di loro due.

Secondo la filosofia junghiana ciascuno di noi ha dentro di sé una parte nascosta e complementare (Animus le donne, Anima gli uomini): nella psiche umana sono presenti ambedue i sessi. Come a dire che il paesaggio interiore è ricco di voci che lo abitano e queste voci il regista ci presentifica nel film.

Così la donna impersona l’ombra, quelle caratteristiche che ci appartengono ma non sono sempre consapevoli. E’ l’ombra che fa sì che Thomas diventi debole e sembri desiderare di soccombere, che si faccia piccolo e sofferente, che diventi rabbioso e vendicativo.

Che perda il suo applomb, che manifesti quegli aspetti della sua personalità che nel corso della sua vita aveva probabilmente scisso e relegato in uno sgabuzzino buio: aspetti poco desiderabili rispetto alle richieste del mondo.

Che ha l’opportunità di tirare fuori in questa sessione così intima, così analitica, così potenzialmente utile, a patto che riesca a tramutare la sua ombra in una risorsa, se riuscirà a pacificarsi con essa.

Il film è un viaggio interiore quindi, in cui aspetti diversi della psiche individuale dialogano al fine di raggiungere una ritrovata autenticità, per mettere in scena un’opera più vera, per permettersi di vivere in maniera più integra.

Un film sulla prepotenza sottaciuta tra maschi e femmine quando di sopruso parla l’opera sulla quale i due stanno discutendo, quando anche la mente propone una costante battaglia tra il politicamente corretto e la trasgressione.

Una visitatrice inaspettata quindi sorge apparentemente dal nulla, è capace di interrogare il regista sul senso della sua opera e lo turba con rivelazioni sulla vita e sul significato dell’opera stessa. A questo punto il film mi è piaciuto molto.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Roman Polanski. Con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric Titolo originale Venus in Fur. Drammatico, durata 96 min. - Francia, Polonia 2013