Still Life, film di Umberto Pasolini. Recensione e trailer

Still life di Umberto Paolini. Recensione

Mi sono domandata come mai un film un po’ noioso, lento e un personaggio decisamente ossessivo, solo, isolato dal mondo, stimolassero l’emotività di molti spettatori, al punto che il film è spesso consigliato e sta avendo successo.

Mi sono domandata come mai anche a me fosse piaciuto tanto, malgrado o proprio per la lentezza dei gesti, per la pochezza della trama.

Poi credo di aver capito che il valore aggiunto sta nell’atteggiamento del protagonista , nel suo rapporto di collegamento tra la vita e la morte, nella sua funzione e nella cura che presta ad un momento della vita che noi occidentali tendiamo a negare.

Sto parlando di Still Life, film di Umberto Pasolini (2013), con il bravissimo Eddie Marsan.

John May è un impiegato del Comune, incaricato di trovare i parenti di chi muore in solitudine e di accompagnare il morto nel suo ultimo viaggio.

Per questo cerca ogni possibile relazione del defunto ed entra nella vita del morto, scartabellando tra le fotografie, gli oggetti di casa, le passioni e cercando di indagare e di ricostruire ogni tenue indizio della vita vissuta.

Nei casi necessari scrive lui il discorso che poi pronuncerà il prete; lo farà con un atteggiamento gioioso, attento, rispettoso e pieno di sfumature. Così sceglie accuratamente e con applicazione e rispetto il rito di accompagnamento alla tomba.

Penso che John May faccia un lavoro iniziatico, quello di raccogliere gli oggetti dimenticati in vita e restituirli alla memoria ultima, per rappresentare il legittimo proprietario ormai nella cassa da morto. Cerca di mettere insieme le caratteristiche delle persone defunte, ricostruisce il loro universo personale, immagina/inventa dove sia necessario loro qualità e particolarità, gusti e percorsi.

John May lentamente ma inesorabilmente indaga le tracce di cui dispone per dare senso ad una vita e per accompagnare il morto nel suo viaggio. Fa da collegamento, funge da psicopompo, costruisce una buona morte per persone che non conosce.

Un lavoro da sciamano, da iniziato, da persona che accede ai particolari, dà loro importanza e attraverso questi dà importanza al morto, che ci immaginiamo persona isolata dal mondo come lui e come lui ai margini della società. Perché è il dare senso una delle operazioni per guarire, per trovare uno spazio nel mondo, anche a posteriori.

Fa questo con cura, con tranquillità, mai con fastidio e tantomeno con dolore o tristezza.

John May è tranquillo per natura, vive la sua piccola piccola vita e ne sembra soddisfatto. Sembra accettare quello che la vita gli offre, anche quando gli capiterà di poter rendere forse il suo quotidiano un po’ più movimentato. Mai titolo fu più azzeccato: still life sono le foto degli oggetti, foto di materiale inanimato.

John May non è inanimato altro che all’esterno, la sua vita interiore pulsa ed è piena di energia, ma dal di fuori ce ne rendiamo conto solo quando i suoi occhi diventeranno più azzurri e il golf più vivace, per pochi momenti …

ECCO IL TRAILER:

Un film di Uberto Pasolini. Con Eddie Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan, Ciaran McIntyre. - Drammatico, durata 87 min. - Gran Bretagna, Italia 2013. - Bim uscita giovedì 12 dicembre 2013.