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9 cose da non dire a una mamma che lavora!

9 cose da non dire a una mamma che lavora! In questi giorni Woman's Day, magazine del gruppo editoriale Hearst international (quello di Elle e Cosmopolitan, per intederci) ha pubblicato on-line un'indagine sulle affermazioni più usuali cui una mamma lavoratrice è avvezza.
Quasi una sorta di decalogo, proveniente direttamente dagli States, di quelle domande che una mamma che lavora ha sentito dire, si è sentita rivolgere e non ha saputo rispondere (forse). Abbiamo così pensato potesse essere utile condividerle, fornendo qualche suggerimento sulle migliori risposte da dare nei diversi casi!

Hai davvero bisogno di lavorare?
Puoi cortesemente considerare i tuoi affari economici e non ficcare il naso nei miei? Sarebbe la risposta immediata. Tuttavia con l’aplomb che contraddistingue gli adulti si possono utilizzare le parole della molto esimia sociologa Anne Shelton che, direttamente dall’Università di Arlington, in Texan, declama: "Molte donne e molti uomini lavorano perché hanno bisogno di guadagnare, di percepire del danaro per sostenere le spese della famiglia: e con due stipendi è meglio. Lavorare per guadagnare non dovrebbe fare sentire in colpa le madri. Sentitevi libere di condividere, con chi vi rivolge questa domanda, uno stretto ragionamento che consideri le plurime figure racchiuse in una donna o, semplicemente, trinceratevi, dietro un educato non-mi-sento-a-mio-agio-a-discutere-delle-mie-questioni-di-finanza-familiare".

Non ti preoccupa il fatto di non stare con I tuoi bambini?
“Persino quando una mamma lavora, è rivestita totalmente della responsabilità dei figli e della loro cura” così afferma Michelle LaRowe, autrice del libro Working Mom's 411: How to Manage Kids, Career and Home. Le riposte? “ I bambini possono trarre beneficio anche dalle cure di altre persone che gravitano nel loro mondo”, oppure, “ i miei bambini, quando io lavoro, stanno con persone che aggiungono valore alla loro vita e sostengono le miei idee su come dovrebbero essere tirati su”, o ancora: “quando ritorno a casa, i miei figli mi hanno tutta per loro. Non sono sicura del contrario se fossi con loro 24 ore su 24”.

Hai letto degli ultimi studi sui figli delle mamme che lavorano?
A chi noi non è capitato sentire, da parti di amici o parenti tuttologi, di alcuni studi che dimostrano come alcune scelte dei genitori danneggino i figli. Ma soltanto una mamma sa cos’è il meglio per la sua famiglia. Il modo migliore per difendersi dagli io-so-come-essere-una-buona-mamma è…. “ho sentito che ci sono tanti, ma proprio tanti, benefici per i figli delle madri che lavorano”.

Deve essere bello fare una pausa dai figli!
Ma perché è possibile prendersi una pausa dai figli? Raramente le madri, anche quelle che lavorano, hanno una tregua. Una mamma che lavora è sempre una mamma “in pena” per i suoi piccoli. Anche quando è al lavoro. Quindi, se qualcuno vi rivolge falsamente estasiato, una frase del genere, ricordategli che tutte le madri hanno bisogno di una pausa, una volta nella vita. Anche quelle che non lavorano.

Sei cosi fortunata a lavorare da casa. Ma perché mai avresti bisogno di una tata?
Questa dichiarazione implica che lavorare da casa e giocare con il pupo sia un’ipotesi della realtà! E allora che ben vengano le tate a sollevare le mamme durante le ore che giornalmente dedicano a lavoro, pur rimanendo a casa.

Perché avere dei figli se sarà qualcun’altro a prendersene cura?
Oddio! questa “sconclusione” logica significa che tu sia diventato genitore senza consapevolezza alcuna della tua scelta. Reca in sé il concetto che non sarai una buona madre, se lavori. La vera fatica, invece, risiede solo nel trovare il giusto equilibrio. La decisione di avere uno, due, tre (quanti figli desideriate) e continuare a lavorare è difficile, ma personale. Personalissima. (nel tono da utilizzare per questa risposta, usate un timbro inequivocabile su PERSONALISSIMA).

Un’altra recita (partita, torneo, evento) a scuola? Ma non eri uscita prima già la scorsa settimana?
Se qualcuno veramente noioso vi rivolge una domanda del genere, assumente un atteggiamento di allegro riconoscimento verso la vostra azienda che riconosce nella famiglia una priorità. Non c’è da scusarsi, o sentirsi in colpa. Voi state solo amministrando lecitamente la magica parola: “flessibilità”.

"Se lavorassi, mi mancherebbero tanto I miei bambini"
La conclusione sillogica di questa frase sarebbe che le mamme che lavorano hanno il cuore di pietra, non hanno sentimenti. La verità vera è che dei nostri figli sentiamo la mancanza comunque. È un sentimento che accumuna tutte le mamme del mondo. Ma cosa c’è di più bello che tornare a casa dal lavoro e venire letteralmente investita da baci, abbracci, domande e racconti del cucciolo? Cosa c’è di più bello che ricevere una sua telefonata a lavoro e sentire il cinguettio della sua vocina?

Le donne dovrebbero rimanere a casa con i bambini
Coraggio! Se senti o ti viene rivolta una tale flautata affermazione, prendi fiato, conta fino a dieci e poi convinciti fermamente che è solo una prospettiva differente dalla tua. Non è più giusta, né più sbagliata.

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