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Aids, garantire le terapie a tutti, per bloccarne la trasmissione

Si è aperta ieri a Roma, la Conferenza Mondiale dell’International Aids Society (Ias), nel corso della quale, seimila esperti, si confronteranno sull’argomento, coscienti che la battaglia è ancora lontana dall’essere vinta e che non bisogna abbassare la guardia.

Sono passati 30 anni dal primo caso riconosciuto d’Aids e 15 dall’introduzione di farmaci e terapie in grado di allungare la vita di persone sieropositive, ma nel mondo ancora oggi, 200 persone muoiono d’Aids ogni ora e si contano 7.400 nuovi casi d’infezioni al giorno, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e anche nel nostro Paese, secondo Massimo Androni dell’Università di Roma Tor Vergata, “L'Aids non è affatto sotto controllo”.

Le attuali terapie, potrebbero divenire così, la migliore carta disponibile per la prevenzione, ma per farlo, occorrerebbe renderli disponibili per tutti e questo è un altro problema da risolvere, senza i fondi necessari, non è possibile garantire le cure, per molti paesi in via di sviluppo e di conseguenza, impossibile fermare la trasmissione dell’infezione.

Purtroppo, il Fondo Globale per la lotta all’Aids, la tubercolosi e la malaria, si regge sui contributi dei paesi e quando i finanziamenti promessi non arrivano, da qualche parte nel mondo, non arrivano le terapie. (Fonte: Corriere della Sera)

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