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I viaggiatori europei rischiano anche "vicino a casa"

Nel 2008 i centri afferenti a EuroTravNet, network online dell'International society of travel medicine, hanno diagnosticato un ampio spettro di malattie associate ai viaggi. È emersa una certa variabilità diagnostica, a seconda delle regioni visitate.

E sembra necessario contrastare l'erronea convinzione che viaggiare "vicino a casa", cioè in Europa, non comporti rischi significativi per la salute. È l'esito di un'indagine che ha riguardato 6.957 pazienti che si sono presentati nel 2008 nei centri dell'organizzazione citata.

Nella maggior parte dei casi si è trattato di malattie gastrointestinali (33%), seguite da patologie sistemiche febbrili (20%), disturbi dermatologici (12%) e malattie respiratorie (8%). Si sono avuti tre decessi, per pielonefrite sostenuta da Escherichia coli, sindrome da shock dovuta a dengue, malaria da Plasmodium falciparum.

Le patologie gastrointestinali comprendevano diarrea (6,9%) e giardiasi e amebiasi (2,3%), mentre malaria (5,4%) e dengue (1,9%) erano le principali malattie febbrili sistemiche. I principali problemi cutanei sono stati infezioni batteriche, larva migrans cutanea, morsi di artropodi o di animali con necessità di antirabbica.

Tra le malattie respiratorie si sono regisitrati 112 casi di tubercolosi multifarmaco-resistente o estremamente resistente ai farmaci, 104 casi di malattia similinfluenzale e 5 casi di legionellosi. Le infezioni a trasmissione sessuale, responsabili dello 0,6% delle diagnosi totali, includevano l'infezione da Hiv e la sifilide.

In totale sono stati riportati 165 casi di malattie potenzialmente prevenibili mediante vaccinazione. Specifici fattori di rischio, legati allo scopo del viaggio e alla destinazione, sono stati identificati per alcune diagnosi come la malattia di Chagas, per i viaggiatori immigrati provenienti dal Sud America, e la malaria da Plasmodium falciparum per gli immigrati dall'Africa sub-sahariana. Anche i viaggi all'interno dell'Europa sono risultati associati a rischi per la salute, con profili diversi in quella occidentale rispetto all'orientale.

BMC Infect Dis, 2010; 10(1):330

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