Alti livelli di arsenico nell'acqua, Ue nega nuova deroga, rischio salute

Nel 2001 la Comunità Europea, emise una direttiva, che imponeva limiti restrittivi alla presenza d’alcune sostanze nelle acque potabili, tra cui in particolare arsenico, borio e fluoruro, recepita dal nostro paese.

Già allora si sapeva che in diverse aree dell’Italia, vi erano delle acque con valori maggiori di queste sostanze, dovuti alla conformazione del suolo e quindi si chiese all’UE una deroga per il valore massimo per quelle sostanze.

La deroga con validità di 3 anni, da allora è stata più volte richiesta da allora, sia perché non era possibile garantire la fornitura d’acqua alle popolazioni dei comuni interessati, sia per avere tempo di effettuare le misure correttive necessarie per riportare i livelli entro i limiti stabiliti.

Il 2 Febbraio 2010, l’Italia ha avanzato un’ennesima richiesta di deroga, per avere più tempo a disposizione per i Comuni per ottemperare alla direttiva, richiedendo nello specifico, i valori ammissibili seguenti: fino a 50 μg/l per l’arsenico, valori di 2 e 3 mg/l per il borio e di 2,5 mg/l per il fluoruro.

Il 28 Ottobre arriva la risposta da Bruxelles, che prove scientifiche alla mano, concede le deroghe per borio e fluoruro ma non quella sull’arsenico, che resta fissata in 10 μg/l, con “temporanee” deroghe possibili solo fino a 20 μg/l, poiché valori maggiori possono portare a gravi rischi per la salute, come alcune forme di cancro.

Ora sono 128 i comuni italiani che presentano valori superiori, sparsi tra Campania, Lazio, Toscana, Trentino-Alto Adige, Lombardia, e Umbria ed il Lazio, con ben 91 comuni nelle province di Roma, Viterbo e Latina è la regione maggiormente a rischio e ad oggi ancora non si hanno notizie dal Ministero della Salute, nessuna comunicazione ai cittadini.

Vista la situazione ed i livelli d’arsenico presenti, le acque di questi comuni non sono più nei limiti imposti dalla legge e quindi non potabili cosa grave per gli adulti ma gravissima per i neonati e bambini fino a tre anni, per i quali la commissione europea chiede misure specifiche di protezione.

In circa dieci anni, oltre alle deleghe sembra che poco si sia fatto, se l’arsenico è potenzialmente pericoloso come sottolinea la Commissione Europea, com’è possibile che la salute della gente, non rientri nelle priorità di chi dovrebbe rappresentarla.