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Carenza di organi, gli inglesi ricorrono a donatori a rischio

Le liste d’attesa per un trapianto diventano sempre più lunghe, non vi è disponibilità d’organi e così in Gran Bretagna, dove sono in attesa di trapianto più di 8 mila persone, si è cominciato a d usare organi provenienti da persone ad alto rischio, come polmoni di fumatori o da persone a rischio Hiv.

Gli organi da donatori sani non sono sufficienti a coprire le esigenze e molte persone muoiono, prima di arrivare il trapianto, così meglio usare quelli provenienti da donatori a rischio, come tossicodipendenti, fumatori od obesi che non farlo, secondo James Neuberger del Sistema nazionale sanitario britannico, “Quello che bisogna dire è: meglio un polmone a rischio o nessun polmone?”.

La cosa che non torna è che coloro a cui sono trapiantati questi organi, provenienti da persone a rischio, non ne sono informati, come il caso di Lindsey Scott, 28 anni, morta di polmonite 5 mesi dopo aver ricevuti i polmoni di un fumatore incallito e secondo la famiglia all’oscuro della cosa.

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