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Bimba nasce invalida a Bergamo, solo casualità o malasanità?

Sarà la Procura di Bergamo, che dovrà far luce su una vicenda occorsa lo scorso 30 gennaio, presso gli Ospedali Riuniti della città, che ha avuto conseguenze terribili per una bimba, nata invalida e per la madre, che non potrà più avere figli.

A darne notizia, il quotidiano on line Bergamonews, che riporta il racconto del padre della bambina, Saimir Zekaj, originario dell’Albania, così come la moglie Albana, oramai in Italia da molti anni e la loro prima figlia Sara di 6 anni.

Albana, il 28 gennaio scorso, ai primi sintomi di doglie si reca presso l’Ospedale di Bergamo, dove è ricoverata e le successive analisi, indicano che sia la madre, sia la bambina stanno bene e confermano l’imminenza del parto.

I medici invitano la madre ad aiutare la bambina ad uscire, chiedendogli di spingere, ma questo non avviene, mentre aumentano i dolori della mamma, fino a che, il giorno seguente le sono somministrati i farmaci per indurre al parto.

La situazione non evolve, mentre i dolori aumentano e il 30 gennaio, nonostante perdite di sangue e di liquido, non c’è accordo tra due dottoresse, dell’ospedale, la prima decisa per il cesareo, la seconda, per il parto naturale, e prevale l’opinione della seconda.

Nel pomeriggio inoltrato, al cambio turno, i medici che prendono servizio, visto le condizioni, decidono per il cesareo, ma a quel punto i danni, sono già fatti, la bimba nasce senza segni di vita ed è sottoposta a rianimazione, che riesce, ma la bimba è cieca, totalmente invalida, bisognosa di cure continue per eliminare il muco che le impedisce la respirazione e di una sonda nell’addome per nutrirla.

La madre, non potrà avere altri bambini, mentre la piccola Samanta è stata dimessa dall’Ospedale solo pochi giorni fa a distanza d’otto mesi dalla sua nascita.

Quello che sembrava un normale parto, si è trasformato in tragedia, e sarà la Procura di Bergamo a stabilire, se trattassi solo di casualità o di un altro caso di malasanità, che in questi ultimi tempi pare sia diffusa in tutto il territorio, nonostante le rassicurazioni.

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