Sei qui: Home Salute Ictus, tra farmaci e stimolazione al cervello nuove possibilità di cura

Ictus, tra farmaci e stimolazione al cervello nuove possibilità di cura

Ictus

Novità scientifiche che aprono il cammino a nuove speranze di intervento in soggetti che sono stati colpiti da Ictus cerebrale ed hanno subito un danno motorio.

Sono due le ricerche sull'argomento. La prima è stata pubblicata sulla rivista Cell Death and Disease, da ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, e l’altra presentata al meeting annuale della Society for Neuroscience, a Chicago da ricercatori del Georgetown University Medical Center di Washington.

Il primo articolo è dovuto ad una ricerca del Mario Negri, che ha individuato e testato su animali di laboratorio, un farmaco che è in condizione di ridurre del 50% il danno che l’ictus provoca al cervello e che agisce fino a sei ore dopo la fase acuta.

Nell’articolo gli scienziati italiani dapprima ricordano come il cervello, al pari degli altri organi, ha bisogno dell’ossigeno, ossia del carburante che dà energia sufficiente a far funzionare le cellule, e che tale carburante, venga trasportato dal sangue nei vari distretti corporei.

Quando il sangue che porta l’ossigeno al cervello si blocca, si verifica una ischemia cerebrale con la morte delle cellule del cervello, ossia i neuroni.

La ricerca del Mario Negri si è incentrata su di una proteina, detta MKK7, conosciuta per essere una proteina che svolge una funzione fondamentale nel determinare la morte neuronale per mancanza di ossigeno, cioè a seguito della interruzione del flusso ematico a causa dell’Ictus.

La ricerca ha permesso di sintetizzare un inibitore specifico del MKK7, chiamata GADD45Beta, che svolge un effetto di protezione delle cellule colpite dalla ischemia, fino a sei ore successive all’attacco.

Se i test che verranno svolti anche sull’essere umano si riveleranno positivi si tratterà della prima terapia farmacologica per il trattamento dell’Ictus.

L’altra ricerca, presentata a Neuroscience 2015, il meeting annuale della Society for Neuroscience che si concluderà oggi a Chicago, si concentra invece sui cambiamenti transitori che la stimolazione magnetica transcranica (TMS) può provocare in pazienti con una grave ed invalidante compromissione motoria del braccio, nel post-ictus.

I ricercatori del Georgetown University Medical Center di Washington scrivono nel loro articolo che al momento poco può essere fatto per aiutare le centinaia di migliaia di persone rimaste con un braccio vicino ai lati del loro corpo, come un braccio rotto, e che non si riesce a muovere.

Nello studio presentato dai ricercatori di Washington, si è scoperto che, in un gruppo di 30 pazienti, la stimolazione magnetica di una parte specifica del cervello può influenzare i movimenti del braccio, sollevando speranza che, in futuro, la stimolazione magnetica transcranica (TMS) possa influenzare positivamente, in pazienti con gravi reliquati da ictus, la compromissione motoria del braccio.

La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica di stimolazione elettromagnetica non invasiva del tessuto cerebrale.
Attraverso questa tecnica è possibile studiare il funzionamento dei circuiti e delle connessioni neuronali all'interno del cervello, provocando uno squilibrio piuttosto ridotto e transitorio.

Rachael Harrington, uno studente di dottorato del quarto anno nel programma interdisciplinare in Neuroscienze presso la Georgetown University Medical Center (GUMC), che ha presentato lo studio a Chicago, ha spiegato che saranno necessari studi di follow-up per valutare se la ripetuta stimolazione del lato sano del cervello può aiutare a "insegnare" il controllo del braccio alterato, aggiungendo che “la stimolazione di questo settore, fatta più volte, potrebbe costringere il cervello a utilizzare questa zona latente”.

IN ARGOMENTO:

Ictus, il licopene contenuto nelle salse di pomodoro abbassa il rischio

Ictus, una piccola scossa elettrica per riprendere i movimenti della mano

Ictus giovanile, scoperto il gene che riduce il rischio

left Siamo un' associazione no profit che si propone di tutelare la salute della donna. Forniamo gratuitamente consulenza telefonica e via email su qualsiasi problema di salute femminile. Siamo all'interno della Casa Internazionale delle Donne di Roma nell'edificio più noto come Buon Pastore del Comune di Roma

Socials Bottom

Iscriviti alla Newsletter