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Calano le vaccinazioni, allarme Iss: si alza il rischio di malattie "dimenticate"

Vaccinazioni

L’allarme lanciato dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, sul drastico calo del numero di vaccinazioni nel nostro Paese, ci porta a trattare di nuovo un argomento che abbiamo già affrontato in passato.

Mentre i dati ufficiali relativi al 2014 ci dicono che la percentuale di bambini vaccinati per poliomielite, difterite ed epatite b, è scesa sotto il 95%, nel caso di altre malattie infettive quali morbillo, parotite e rosolia, il livello di copertura è sceso all’86%, con un calo di oltre il 4% nell’ultimo anno.

Queste malattie stanno facendo di nuovo capolino nelle nostre vite. In Spagna, ad esempio, o come è accaduto a Roma con una bambina deceduta per le complicanze derivate da un morbillo.

Malattie che con grande fatica ed immani sforzi credevamo di aver cancellato per sempre nella nostra vita, stanno tornando a causa di teorie e leggende metropolitane che accusano i vaccini di procurare danni alla salute.

E’ una situazione nella quale, debbo confessarlo, fatico a rimanere distaccato e la prima cosa che mi viene in mente è quanto diceva Martin Luther King e cioè che “la mia libertà finisce dove comincia la vostra”, e in questo caso potrei dire che la libertà che hanno di non vaccinare i bambini, finisce quando incide sul diritto ad essere sani e liberi che hanno gli altri bambini.

Come ha detto Walter Ricciardi, “Se non si ha più la cosiddetta immunità di gregge, aumenta il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate non siano riconosciute e trattate in tempo”.

C’è purtroppo poca coscienza e conoscenza dei rischi, a volte gravissimi, legati alla mancata vaccinazione.

Allora io credo sia necessario sottolineare ancora una volta alcune questioni relative ai vaccini.

Iniziamo dicendo che tutti i vaccini sono sottoposti a rigorose sperimentazioni e controlli, che ne garantiscono sicurezza ed efficacia, e che anche dopo i controlli effettuati, che ne permettono la messa in commercio, la sorveglianza sulla sicurezza dei prodotti e sulla compatibilità in associazione tra loro, continua attraverso un costante rilevamento degli eventi avversi.

Come tutti i medicinali, anche i vaccini non possono essere definiti sicuri al 100%, e possono dar luogo a reazioni avverse che, generalmente sono lievi quali la febbre, il gonfiore in sede di iniezione, e solo molto raramente si presentano in forma grave.

I rischi, in ogni caso modesti, legati all’uso dei vaccini, vanno sempre messi a confronto con i loro benefici.

I vaccini consentono di prevenire migliaia di casi di malattia e di conseguenza anche le complicanze e le morti.

Per ciò che invece riguarda i rischi della non vaccinazione, qualunque sia il motivo che spinge i genitori a non sottoporre a vaccinazione il/la bambino/a, essi sono vari e li possiamo elencare sommariamente in questo modo come riporta il sito www.levaccinazioni.it

  • I bambini che non sono stati vaccinati perché i genitori sono contrari alle vaccinazioni hanno un rischio di avere il morbillo oltre 20 volte superiore agli altri.
  • C’è un maggior rischio di morbillo, ma anche di pertosse nelle scuole frequentate da bambini che non sono stati vaccinati perché i genitori sono contrari.
  • Le comunità di non vaccinati sono esposte al rischio di epidemie con gravi complicanze e decessi, anche se situate in paesi con copertura vaccinale molto alta.
  • Comunità di non vaccinati sono frequentemente il punto di partenza di epidemie che si diffondono anche oltre i loro confini, quando il tasso di vaccinazione della popolazione generale non è molto alto.
  • Le persone non vaccinate rischiano di acquisire il morbillo viaggiando e dopo lo importano nel Paese di origine.

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