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Doppio trapianto di mani e avambracci in un bambino, il primo al mondo

Trapianto di mani

Per la prima volta in assoluto, un team di medici e chirurghi, hanno trapiantato le mani e gli avambracci di un donatore su un bambino di otto anni.

Il bambino si chiama Sion Harvey ed aveva perso le mani ed i piedi all'età di 2 anni, a causa di una grave infezione che lo aveva costretto anche ad un trapianto di rene.

Il piccolo Sion è stato presentato, giovedì scorso, in una conferenza stampa che si è svolta presso l’Ospedale dei bambini di Filadelfia (CHOP), che ha eseguito l'operazione, ed ha ringraziato il team che “mi ha aiutato su questa strada accidentata".

L'intervento, durato 10 ore, è stato eseguito ai primi di luglio, ed ha coinvolto un team di 40 persone tra infermieri, medici e chirurghi guidati da L. Scott Levin, presidente del dipartimento di chirurgia ortopedica presso la Penn Medicine, dell’Università della Pennsylvania, e direttore del programma di trapianto della mano presso Ospedale dei bambini di Filadelfia.

Durante l'operazione, le mani e gli avambracci del donatore sono stati attaccati collegando ossa, vasi sanguigni, nervi, muscoli, tendini e pelle.

La squadra chirurgica è stata divisa in quattro gruppi di lavoro, due focalizzati sulle mani e gli avanbracci del donatore, e due concentrati sul destinatario.

Per prima cosa, le ossa nel braccio sono state collegate con piastre d'acciaio e viti.

Successivamente, usando tecniche chirurgiche microvascolari, sono state collegate le arterie e le vene.

Una volta che il team ha verificato che il sangue cominciava a fluire attraverso i vasi sanguigni collegati, il gruppo dei chirurghi ha successivamente riunito ogni muscolo e tendine uno per uno.

Infine, prima di suturare le ferite chirurgiche, il team ha provveduto a riattaccare i nervi.

Nonostante il trapianto doppio di mano sia una procedura complessa che coinvolge molte componenti chirurgiche e non chirurgiche, il soggetto destinato a ricevere il trapianto deve subire, prima dell’intervento, estesi controlli medici e valutazioni.

Harvey era però un candidato ideale al trapianto a causa della sua precedente condizione medica.

Benjamin Chang, condirettore del Programma di trapianto di mano del CHOP e capo associato della Divisione di Chirurgia Plastica presso la Penn Medicine, ha spiegato che “il trapianto di rene a cui Sion è stato sottoposto a causa della sua infezione, ha fatto di lui un candidato per questo trapianto perché, di fatto, stava già assumendo farmaci anti-rigetto”.

Harvey, che ha già iniziato la fase della fisioterapia che lo aiuterà nei prossimi anni a mobilizzare perfettamente le mani, ha ancora anni di crescita e di sviluppo avanti, ed i medici dicono che le sue nuove braccia cresceranno insieme a lui.

Il dottor Levin ha spiegato nella conferenza stampa che “una volta che abbiamo riattaccato le parti, le cartilagini di accrescimento rimangono aperte e permetteranno alla parte amputata di crescere, e così abbiamo tutte le ragioni per credere che, poiché le mani di Sion sono vive e le sue cartilagini di accrescimento sono intatte, lui crescerà come un bambino normale”.

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