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Bambini, il morbillo ne uccide più dell'Aids o degli incidenti

Secondo una recentissima statistica del Global Burden of Disease (GBD), pubblicata sulla rivista Lancet, il morbillo, con oltre 80.000 bambini morti prima dei cinque anni di vita, nel 2013, rappresenta la settima causa di mortalità infantile al mondo, più di quanti ne provochi l’AIDS e gli incidenti stradali, nella stessa fascia d’età.

Il Global Burden of Disease, fatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) si propone come il sistema di misurazione della salute che consente di generare stime sul peso di singoli fattori (ad esempio, il consumo di tabacco) o gruppi di fattori (l’ambiente fisico, gli incidenti).

I dati che il GBD presenta possono aiutare i governi a determinare politiche e programmi sanitari e/o sociali.

Attualmente il GBD, finanziato dalla fondazione di Bill e Melinda Gates, è coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation di Seattle (USA) ed è diretto da Christopher J.L. Murray.

Tornado ai dati preoccupanti di cui sopra, nei paesi occidentali noi abbiamo persino il lusso di poter non vaccinare i nostri figli “per convinzioni personali”, o perché crediamo alla pericolosità del vaccino.

Ci sono, ad esempio, 133 paesi che hanno un tasso vaccinale più alto di un paese, all’avanguardia in molti campi, come gli Stati Uniti.

Mentre nei paesi in via di sviluppo, dove non c’è la libertà di non vaccinare, ma mancano semplicemente i vaccini, il morbillo uccide circa 225 bambini ogni giorno.

I bambini sotto i 5 anni costituiscono più della metà dei 145.000 decessi attribuiti alla malattia ogni anno.

A rendere il fardello di vittime molto pesante, sono soprattutto le sei regioni che vedono ancora il morbillo protagonista in Africa, Mediterraneo orientale ed Europa, ma anche in Italia la situazione è preoccupante, per il calo delle vaccinazioni.

In alcune zone particolarmente povere e malnutrite, la malattia ha un tasso di mortalità del 10 per cento.

E vaccinare un bambino costa, secondo il WHO, circa un dollaro, una cifra irrisoria che permetterà non solo la immunizzazione del bambino, ma anche che esso non diventi, a sua volta, focolaio di trasmissione della malattia, e, nonostante la campagna anti vaccino, negli ultimi dodici anni, 13,8 milioni di morti sono state prevenute grazie ai vaccini.

Si tratta di un grande problema questo della falsa informazione che circola liberamente nel mondo dell’internet, dove centinaia di dati vengono spacciati per scientifici pur essendo solo il frutto di enormi bufale.

Da un lato sono totalmente convinto che bisogna assicurare la perfetta libertà su Internet, anche di fronte ad evidenti falsità come quelle che circolano sui vaccini.

Dall’altro lato sono preoccupato che, la mancanza di una seria informazione, che è compito nel nostro paese, ad esempio, del ministero della Salute, e la confusione che circola che permette di mettere sullo stesso piano le competenze del medico con quelle del paziente, confusione spesso alimentata dai media, possa produrre danni irreversibili.

L’aumento di una serie di malattie infettive come il morbillo o la pertosse sono il frutto della dabbenaggine di molte famiglie, che credono e bevono qualunque panzana.

Sono però soprattutto colpa di un paese che, da molti anni, ha rinunciato a fare informazione corretta, ha cancellato i servizi territoriali come la medicina scolastica, ed ha impedito che, nelle scuole tutte, ci sia una materia obbligatoria come l’educazione sanitaria.

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