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200 grammi di frutta e verdura in più per evitare 20 mila morti

Frutta e verdura

Secondo lo studio fatto dall’Istituto Agroter di Forli, il consumo di 200 grammi di frutta in più al giorno, equivalenti ad un arancio, od a una mele o banana, eviterebbe ventimila morti l’anno, dovute alle malattie cardiovascolari.

Difendere uno dei nostri segni di riconoscimento più caratteristici, ossia la Dieta Mediterranea, ed il consumo di frutta e verdura fresca, che della dieta sono un elemento fondamentale, non ha solo un valore per difendere la nostra bilancia dei pagamenti, ma ha anche, e forse soprattutto, la capacità di farci risparmiare un miliardo e mezzo di euro di spesa sanitaria.

La determinazione della necessità di aggiungere alla nostra dieta 200 grammi di frutta nasce dal fatto che il consumo medio giornaliero tra frutta e verdura si attesta intorno ai 300 grammi mentre, secondo la ricerca, dovrebbe essere di 500 grammi.

Il calo dei consumi che negli ultimi anni ha attanagliato il nostro Paese, oltre a colpire in tutti i settori commerciali, si è anche abbattuto sul consumo dei prodotti ortofrutticoli, e ciò, secondo Roberto Della Casa, direttore di Agroter, docente di Marketing dei prodotti Agroalimentari all'Università di Bologna e uno dei massimi esperti nazionali sul mercato dei prodotti ortofrutticoli, ci ha impedito di prevenire 52.000 potenziali decessi legati a patologie cardiovascolari.

Invertire la tendenza attuale riuscendo a tornare ai livelli di consumo dell’anno 2000, significherebbe un risparmio per le spese sanitarie relative alle patologie cardiovascolari di circa 3.3 miliardi di euro, mentre se riuscissimo addirittura a superare anche di pochi grammi i 500 al giorno, avremmo un risparmio quantificabile in ben 8,9 miliardi di euro.

Dobbiamo immaginare che se ci fosse, come dice Della Casa, “un forte investimento, che sarebbe pienamente giustificato dai risparmi a lungo termine sul sistema sanitario”, il deficit della Sanità a livello nazionale, che credo si attesti intorno ai 3 miliardi circa di euro, sarebbe ripianabile semplicemente attraverso la prevenzione.

Ma per fare questo avremmo bisogno di uno Stato lungimirante, che metta la prevenzione al centro della battaglia per debellare le malattie, ma questo Stato non sembra in grado di lanciare una seria battaglia per la prevenzione.

Vorrei approfittare di questa occasione per ricordare un grandissimo personaggio della nostra storia sanitaria, Giovanni Berlinguer, che fu uno, se non il più importante, dei padri della legge 833, la legge di riforma sanitaria del 1978.

Era allora un Paese che viveva nella disuguaglianza, anche nella sanità, tra i ricchi che avevano le “mutue” ricche, e quelli che dovevano arrangiarsi con quelle povere.

Ed, al di là di come stiamo messi oggi, con questo demenziale rigurgito di privatizzazione nella sanità, che tenta di farci tornare indietro, ed al di là del giudizio su come sia attualmente terminato quel sogno, che si fondava sulla prevenzione, se gli Italiani tutti, o almeno la grande maggioranza di essi, possono oggi sperare di avere una vita più lunga, e con migliori condizioni di salute, credo che lo debbano, e non in piccola misura, a quella Riforma.

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