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Ci mancava anche la bambola anoressica, ovvie le polemiche

Bambola anoressica “Nenuco  Won’t Eat”

Ci mancava solo la bambola che induce all’anoressia in un mondo che oramai spettacolarizza tutto e tutto trasforma in business, e cosi la ditta spagnola che si chiama “Famosa” ha inventato la bambola Nenuco che, se gli avvicini il cucchiaio con la pappa alla bocca, gira la testa dall’altro lato rifiutando il cibo.

Il cucchiaio che la bambina ha in mano per dare la pappa contiene un magnete che, avvicinato alla bocca, attiva un interruttore che fa chiudere la bocca alla bambola e gli fa girare la testa da un lato.

Come se ciò non bastasse la bambina, che simula la mamma che nutre la figlia per farla mangiare, deve ruotare il cucchiaio da cui cosi cadrebbe il cibo e premerlo contro la bocca della bambola che cosi forzata l’aprirebbe accettando di mangiare.

Ora non c’è certo bisogno di essere uno specialista in problemi legati all’alimentazione per comprendere che il messaggio che arriva alla bambina è, in primo luogo, che ci si può rifiutare di mangiare e, in secondo luogo, che l’unica maniera che ha sua madre per darle da mangiare è quello di forzare la sua bocca mentre il cibo è caduto, quasi a dimostrare che non si tratta di cibo ma di potere.

I produttori di questa bambola, sul cui nome completo mi esimo da fare commenti, è “Nenuco Won’t Eat” che si potrebbe tradurre in italiano che “Nenuco non vuole mangiare”, dicono che la scena in cui una bambina rifiuta il cibo è parte degli scenari naturali che vivono a casa molte madri. Inoltre, sempre secondo i produttori, la bambola aiuterà le bambine a capire le frustrazioni delle madri quando volendo far mangiare le figlie ricevono un rifiuto.

E ciò, diciamo per un attimo che potrebbe essere anche vero, se non fosse che la bambola non è un giocattolo per una bambina in grado cioè di intendere pienamente il messaggio che i produttori di Nenuco pensano di dare, ma va in mano a bambine piccole che ricevono un messaggio del tutto opposto.

Ed infatti le reazioni nel mondo sono tutte contrarie a questa bambola ed al messaggio che oggettivamente trasmette.

Chris Leaman di YoungMinds, organizzazione non profit inglese per il benessere psichico di bambini e adolescenti, ha dichiarato al Daily Mail: “Non vogliamo questo genere di influenza negativa e siamo preoccupati anche che in questo modo possano essere promossi atteggiamenti malsani verso l’immagine del corpo e verso il cibo”.

Anita Worcester, dell’associazione contro i disordini alimentari Sweda, aggiunge che siamo di fronte “fondamentalmente ad una bambola anoressica, e tutto questo ci sembra molto malsano”.

La bambola ancora non è stata messa in vendita in Italia, ma stando a quanto afferma Giuseppe Mele, pediatra e presidente di Paidòss Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, ci troviamo di fronte ad un “esempio profondamente diseducativo, che mette a rischio tutti gli sforzi che si fanno oggi per educare i bambini a una corretta alimentazione e all’esaltazione del gusto del cibo”.

Mele aggiunge poi che il lavoro che viene fatto dai pediatri e dalle famiglie per educare i bambini ad una corretta alimentazione, ad esempio sulla importanza di una buona colazione per affrontare gli impegni della giornata, o di insegnargli il gusto del cibo ed i diversi sapori, viene spazzato via da una bambola il cui insegnamento è quello di rifiutare il cibo.

Il rischio serio che questa bambola può indurre è quello di creare «problemi alimentari che possono sfociare anche in anoressia», conclude Mele.

Meglio, molto meglio allora, il classico bambolotto da imboccare, senza rifiuti automatizzati.

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