Calvizie, buone speranze con il trapianto di follicoli piliferi prodotti in laboratorio

I ricercatori della Columbia University Medical Center (CUMC) hanno messo a punto un metodo che può generare nuova crescita dei capelli umani.

Il nuovo approccio potrebbe ampliare significativamente l'uso dell’attuale tecnica di trapianto di capelli per donne, nonché per gli uomini nei primi stadi della calvizie, e sembra poter accendere una speranza concreta per milioni di donne e uomini che vivono con l’incubo della calvizie

Lo studio è stato pubblicato oggi nell'edizione online del Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), con una ricerca coordinata dal Dr. Claire A. Higgins, del dipartimento di Dermatologia della Columbia University di New York.

“Circa il 90 per cento delle donne con perdita di capelli non sono purtroppo forti candidati per sottoporsi ad un processo di trapianto dei capelli a causa di un numero insufficiente di capelli da donatore”, ha affermato detto la co-autrice dello studio Angela M. Christiano.

"Questo metodo offre ora la possibilità di indurre un gran numero di follicoli dei capelli, a partire da cellule cresciute da poche centinaia di capelli di un donatore, a riprodurre una capigliatura folta ed adeguata.

Si potrebbe ipotizzare, con questa metodologia, di fare un trapianto di capelli per individui con un limitato numero di follicoli, come i soggetti con alopecia cicatriziale, o quelli che hanno perso i capelli a causa di ustioni.

Per la prima volta, i ricercatori sono stati in grado di prendere le cellule della papilla dermica umana (quelle all'interno della base dei follicoli dei capelli umani) e di usarle per creare nuovi capelli.

Nella prima fase dello studio sono stati usati topolini di laboratorio e si è visto che il processo di rigenerazione dei capelli era molto rapido, e la crescita, nel topolino, avveniva nella parte più di superficie della pelle, grazie alla presenza di strutture ricche di vasi sanguigni e terminazioni nervose.

Queste e’strutture, dette papille dermiche possono essere considerate delle vere fabbriche di capelli, e nel topolino tendono a lavorare procedendo per aggregazioni, mentre nell’essere umano non avviene altrettanto.

"Questo ha suggerito che se le papille umane potevano essere ‘incoraggiate’ ad aggregarsi nel modo in cui le cellule di roditori fanno spontaneamente, si sarebbero potute creare le condizioni necessarie per indurre la crescita dei capelli nella pelle umana", ha detto il primo autore Claire A. Higgins.

Per testare la loro ipotesi, i ricercatori hanno prelevato la papilla dermica da sette donatori umani e hanno messo le cellule in coltura tissutale.

Dopo alcuni giorni, le papille coltivate sono state trapiantate tra il derma e l'epidermide della pelle umana ed in cinque casi su sette i bulbi piliferi hanno dato origine alla crescita di capelli.

Inoltre l'analisi Dna ha confermato che i nuovi follicoli piliferi erano umani e geneticamente corrispondenti ai donatori.

Un'altra ricerca del 2012, portata a temine dai ricercatori giapponesi dell’Università di Tokyo, sembra confermare questa direzione. Anche in questo caso i test sono stati eseguiti con successo su topi da laboratorio su cui sono stati trapiantati follicoli piliferi ottenuti da staminali adulte.

Questo studio apre sicuramente la strada ad un futuro più positivo per tutti quelli che perdono in capelli e convivono male con questa perdita.

Infatti perdere i capelli o i denti è uno degli incubi peggiori degli italiani, secondo una ricerca dell’Eurisko, questa nuova strada rappresenterà, se il prosieguo della ricerca confermerà la positività del cammino intrapreso, una efficace alternativa al trapianto dei capelli.

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