E' già disponibile in farmacia il vaccino per l'influenza, protegge da 3 ceppi

L’epidemia influenzale 2013-2014 non è ancora arrivata e nemmeno sappiamo quale sarà il virus che sarà coinvolto come responsabile, ma già da ora il ministero della Salute e le Regioni si stanno attivando per riempire le farmacie di vaccini pronti, così ad affrontare la crisi.

Sono tre i ceppi virali da cui proteggersi quest’anno, il tipo A/California/2009 (H1N1), quello A/Victoria/2011 (H3N2) e il B/Massacchussets/2012.

La variante B/Massacchussets/2012 è, se cosi si può dire, la new entry e sostituisce un ceppo che si chiamava B/Wisconsin/2010.

La vaccinazione di massa sta già avendo inizio in questi giorni e dovrebbe durare all’incirca fino al mese di marzo del 2014.

Per potere essere vaccinati è necessaria la ricetta medica, ed anche se la campagna vaccinale arriverà fino a marzo, già da gennaio del prossimo anno trovare il vaccino non sarà molto facile.

Cerchiamo allora, prima che l’epidemia cominci ed i telegiornali inizino a dare i numeri su quanti milioni di persone sono a letto e cosi via, di dare ai nostri lettori alcune informazioni che crediamo possano essere utili, ricordando che in ogni caso la decisione di sottoporsi a vaccinazione è una decisone che spetta al vostro medico curante e non ad una enciclopedia sanitaria o ad un articolo di giornale.

L’influenza è una malattia infettiva causata da un virus, caratterizzata da alcuni sintomi quali la febbre, una sensazione di malessere generale, cefalea, dolori osteomuscolari, tosse, sintomi per altro comuni a molte altre malattie virali.

Ha un inizio in genere brusco e improvviso e la febbre dura 3-4 giorni.

E’ infettiva, cioè è contagiosa, e si trasmette per via aerea, ed infatti la più comune maniera di essere contagiati, per quelli che sono vicino ad una persona con influenza, sono le cosiddette “Goccioline di Flugge”, ossia la “nube” di aria e saliva piena di virus e/o batteri che lanciamo nell’aria quando starnutiamo e che colpendo una persona nel raggio di due o tre metri, gli trasmette l’infezione.

Il vaccino antinfluenzale è la migliore e più efficace maniera che possediamo per prevenire l’influenza, ed a ciò si sommano alcune precauzioni da osservare quando si è influenzati al fine di evitare il più possibile la trasmissione del contagio, che lo stesso ministero della Salute ha definito nella circolare che ogni anno viene emessa per prevenire e controllare l’epidemia influenzale.

Sono piccole regole che da un lato non costano nulla e dall’altro possono realmente essere di aiuto.

Diciamo ora che in un soggetto sano e giovane, cioè sotto i 65 anni, non c’è necessità di sottoporsi a vaccinazione, anche perché in questi casi l’influenza verrà superata in cinque o sei giorni.

Ma ci sono poi una serie di soggetti cosiddetti a rischio per i quali la vaccinazione è fortemente consiglia ed in cui, ripeto, il medico curante può essere di aiuto nel decidere.

L’elenco è abbastanza lungo e comprende una serie di situazioni che sono anagrafiche (ossia quanti anni abbiamo), o diciamo casuali, se la persona è incinta al secondo o terzo trimestre di gravidanza, o afflitta da alcune patologie come i cardiopatici.

Ci sono poi alcune categorie di lavoratori che sono a rischio e che vanno dal personale sanitario fino ai carabinieri, ma anche in questo caso il vostro medico curante sa come muoversi e come consigliarvi.

Per ultimo, infine, il vaccino per tutti i soggetti considerati a rischio è fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale.

C’è poi da aggiungere un altro elemento, che per me personalmente è molto importante.

Nonostante le vaccinazioni abbiano salvato milioni e milioni di bambini e persone adulte da morte sicura, basti pensare alle campagne vaccinali contro la poliomielite, o contro il morbillo, malattia che da noi non provoca altro che qualche giorno di bollicine e fastidio, mentre in moltissime parti del mondo in assenza di medicinali provoca la morte, ancora oggi c’è una parte della popolazione che non è convinta dell’uso del vaccino ed ha paura delle possibili complicazioni.

Ora ricordiamo che il ministero della Sanità, attraverso l’Agenzia del farmaco, autorizza la messa in commercio dei vaccini solo quando sono ampiamente testati dopo attenti studi sulla loro sicurezza ed efficacia, a prescindere dalle leggende metropolitane messe in circolo da siti che usano l’arma della paura e non dati e fonti mediche, come ad esempio la vecchia e ampiamente smentita credenza che i vaccini potessero avere un ruolo in merito all’insorgere dell’autismo, tesi che si è dimostrata essere del tutto priva di fondamento.

Credo sia sufficiente studiare un po’ di storia e leggere cosa erano in grado di provocare le epidemie influenzali tipo la Spagnola che provocò, a seconda delle stime tra i 50 ed i 100 milioni di vittime, quasi la totalità della popolazione attuale italiana, prima che nel 1944 venisse sviluppato un vaccino per l'influenza da parte di Thomas Francis, Jr., e prima ancora con l’introduzione del primo antibiotico, la penicillina scoperta da Fleming alla fine degli anni 30, che arrivò in Italia in forma massiva dopo la seconda guerra mondiale, per capire quanto le vaccinazioni hanno contribuito a migliorare la vita di miliardi di esseri umani.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali che possono insorgere dopo la somministrazione di un vaccino certamente ci sono ma esse sono costantemente studiate e monitorate e si può essere sicuri che nessun medico darà mai un farmaco se non è pienamente convinto che esso rispetti uno dei cardini etici fondamentali della professione medica: “Primum non nocere”.

IN ARGOMENTO:

Regione Lazio: parte la campagna di vaccinazione antinfluenzale, più di un milione di dosi

L'influenza. Come curare i sintomi