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AIDS: due guarigioni dal virus Hiv, nuove speranze

Notizie buone sul trattamento dell’AIDS giungono da Kuala Lumpur dove si sta svolgendo la Aids Society Conference. I medici del Brigham and Women's Hospital di Boston, Massachusetts, hanno comunicato che due pazienti colpiti dal cancro e che erano anche affetti da HIV non hanno nessuna traccia del virus, dopo aver eseguito due trapianti di cellule staminali.

L'ipotesi formulata dai sanitari è che i pazienti potrebbero essere stati, in questa maniera ed in forma indiretta, curati dall'AIDS.

In uno di questi due ammalati, a cui era stato sospeso il trattamento antiretrovirale, non c’è traccia del virus dopo 15 settimane, mentre l’altro è stato sette settimane senza traccia del virus Hiv, secondo i dati presentati a Kuala Lumpur.

I ricercatori guidati da Timothy Henrich della Harvard Medical School e il Brigham and Women Hospital hanno detto che è troppo presto per concludere che i due uomini siano stati curati e il virus potrebbe ancora essere nel loro cervello o nel loro intestino o in altri organi del corpo umano.

Secondo Daniel Kuritzkes, che ha lavorato con questi due pazienti, bisognerà attendere almeno un altro anno prima di potere essere sicuri che questo trattamento ha o meno realmente curato i pazienti.

C’è però sin da ora un dato che è importante sottolineare.

Sino ad oggi nella storia dell’AIDS c’è un solo paziente che è stato ufficialmente dichiarato guarito dall’infezione da Hiv, il cui nome è Timothy Ray Brown, il ''paziente di Berlino' che da sei anni è libero dall'Hiv.

Anche nel caso di Timothy erano state usate le cellule staminali con la differenza, non irrilevante, che nel suo caso le staminali erano state private di una proteina chiave, la CCR5, di cui il virus ha bisogno per infettare la cellule, mentre nel caso dei pazienti di Boston le cellule staminali sono non “trattate”.

Secondo Kevin Robert Frost, direttore esecutivo della Fondazione di AIDS Research, pur se il trapianto di cellule staminali è al momento una opzione difficilmente percorribile per i soggetti con Hiv, a causa dei suoi costi elevati e la complessità del trattamento in sé, i risultati raggiunti a Boston ci danno “importanti informazioni che potrebbero anche modificare il pensiero corrente circa l'HIV e la terapia genica”, e potrebbero portarci ad un processo di revisione che, da un lato spinga per nuovi approcci al problema del trattamento, e dall’altro ci porterebbe fino all’ipotesi più ottimistica di disegnare un nuovo cammino il cui esito finale sia l’eradicazione del fenomeno Hiv.

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