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Diabete giovanile tipo 1: allo studio un vaccinino, ma i tempi sono lunghi

Qualche giorno fa scrivevamo di come le vaccinazioni abbiano rivoluzionato la vita dell’umanità e di come, quando la copertura vaccinale di alcune malattie diminuisce, c’è immediatamente il rischio che quella malattia, ed in questo caso parliamo di malattie infettive, possano tornare a farci vivere scenari di 40 o 50 anni fa.

Ma i vaccini non sono importanti solo per le malattie infettive a volte, come nel caso del diabete di tipo 1 ci troviamo di fronte ad una malattia, definita autoimmune, in cui il vaccino diventa lo strumento per far si che il corpo possa contrastare ed eliminare una patologia.

E’ ciò che è stato annunciato con un articolo sulla rivista scientifica Science Translational Medicine dal professore Lawrence Steinman, della Stanford University School of Medicine, che avrebbe appunto realizzato un vaccino per combattere il diabete tipo 1 detto anche il diabete giovanile.

Le persone hanno questa forma di diabete per contrastare la distruzione, da parte del proprio sistema immunitario (malattia autoimmune), delle cellule del pancreas che producono insulina.

Questo è il motivo per cui questi pazienti dovranno per tutta la vita farsi iniezioni di insulina per mantenere ad un livello normale il tasso glicemico nel loro sangue.

Ora i ricercatori guidati dal professore Steinman hanno creato un vaccino, detto inverso, che agisce sul livello immunitario mirando a spegnere la risposta immunitaria, in questo caso autoimmunitaria, che attacca le cellule pancreatiche.

In pratica un vaccino che disattiva la risposta immunitaria mentre in tutti gli altri casi la funzione principale di un vaccino è quella di attivare e/o potenziarla.

Per adesso, ha precisato Steinman, stiamo testando il vaccino su soggetti a cui è stata fatta la diagnosi tra 1 e 3 anni fa.

"Ci stiamo organizzando - ha aggiunto - per mettere in piedi un trial clinico più ampio anche perché i risultati sui primi 80 casi trattati sono stati molto positivi, come la capacità di produrre dal proprio organismo più insulina, con una sensibile riduzione delle cellule immunitarie 'cattive', quelle che attaccano il pancreas".

Però, ha concluso Steinman, i tempi per una eventuale commercializzazione del vaccino sono ancora molto lunghi, ma in ogni caso si tratta di una nuova speranza per tutti coloro che convivono con questa forma terribile di diabete.

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