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Carboidrati, non serve eliminare la pasta per abbassare l’indice glicemico

Carboidrati importanti per un regime alimentare corretto. La pasta di grano duro e cotta "al dente" è meglio del pane bianco.

Ogni qualvolta un amico ti guarda, specialmente se non ti vede da qualche anno, il primo commento che fa è “ti sei ingrassato” e subito dopo inizia a darti consigli per tornare al peso che aveva quando lui si ricorda di averti conosciuto.

E’ impossibile spiegargli che lui parla di una persona che aveva venti o trenta anni in meno, ed anche venti o trenta chili in meno, no,  lui insiste e aggiunge che dimagrire è cosa abbastanza semplice.

Basta togliere dalla nostra dieta la pasta e i carboidrati in genere.

Ed invece qualche giorno fa un gruppo di esperti che si era riunito a Roma ha elaborato un stilato il primo "Documento di Consenso" internazionale sull'Indice Glicemico (IG) dei carboidrati, nel quale si afferma che l’importante non è eliminare la pasta dalla dieta ma è importante scegliere i momenti in cui consumarla, le quantità giuste e, soprattutto, il grado di cottura.

L’indice glicemico serve a misurare  la velocità con cui cresce il valore della glicemia nel sangue dopo aver mangiato un alimento; il valore che si ottiene si confronta con il valore che si ha dopo aver assunto glucosio a cui convenzionalmente viene attribuito il valore 100.

I carboidrati e gli alimenti  si classificano in base al IG e si dividono in quelli ad alto valore glicemico (oltre 70), tra  cui  il riso soffiato, le patatine fritte in sacchetto, i wafer, i cornflakes, i dolci e le torte e le bevande zuccherate.

Quelli con valore medio e medio alto,( IG tra 56 e 69) tra cui il  pane bianco, i biscotti, le patate, i croissant, l’uva passa ed alcuni tipi di frutta e verdura (carota, melone, zucca).

Ci sono infine quelli a valore basso ( IG sotto 56) quali tutta la frutta e la verdura  (escluse le eccezioni), i latticini  (yogurt, latte, ecc.),  i cereali integrali  (soprattutto avena e orzo) e, soprattutto,  la pasta di grano duro cotta al dente.

Il  direttore scientifico di Nutrition Foundation of  Italy,  Andrea Poli,  ha detto  che per seguire una dieta sana bisogna tenere conto anche dei nutrienti altri rispetto ai grassi, i carboidrati appunto, e questa è la ragione per cui bisogna tener conto delle quantità, sicuramente, ma anche della qualità.

La pasta fatta con il grano duro se cotta al dente ha un Indice Glicemico di "soli" 45 punti. Tanto per fare un confronto, il pane bianco ha valore 70.

Un altro trucco per abbassare l'IG è associarlo alle fibre, cereali non raffinati e legumi hanno un bassissimo IG, valido motivo per inserirli nella propria dieta.

Anche per ciò che riguarda i dolci quelli preparati con fruttosio hanno un valore IG molto basso, tra 18 e 22, mentre per quelli nella cui preparazione c’è il saccarosio, il valore è 65.

Niente drastiche rinunce, dunque, ma solo revisione delle abitudini alimentari.

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