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Cellulite, attenzione alla dieta e alla cottura degli alimenti

Per dimagrire senza stress e in maniera equilibrata, non basta ridurre le porzioni e calcolare di volta in volta le calorie  consumate. E’ molto importante la combinazione degli alimenti soprattutto bisogna scegliere accuratamente le molecole contenute nei cibi che assumiamo.

In questa breve asserzione c’è la nuova frontiera, o perlomeno l’ultima che arriva, sul fronte delle diete.

Si tratta della dieta molecolare lanciata nel recente congresso nazionale della Sime (Società italiana di medicina estetica) dal professore Pier Luigi Rossi dell’Università di Bologna.

L’assunto di base di questo approccio detto molecolare, è che carboidrati, grassi, proteine,vitamine, acqua e sali interagiscono con il Dna e stimolano l’organismo a mettere peso o a perderlo agendo direttamente sull’attività dei geni.

La dieta molecolare prevede la combinazione delle molecole presenti nei nutrienti per garantire il giusto apporto quotidiano di energia senza cadere negli eccessi e appesantire il fegato.

Il fegato è l’organo che smaltisce tutte le molecole presenti nei cibi e fornisce l’energia alle cellule con il rilascio di glucosio (contenuto soprattutto nei carboidrati) e di lipoproteine.

Si tratta quindi di non dare peso alle calorie che ingoiamo ma di stare attenti alla composizione molecolare e al modo in cui le molecole influenzano tre ormoni chiave che sono l’insulina, il cortisolo ed il glucagone.

L’approccio molecolare ha avuto negli ultimi tempi una grande diffusione tra i nutrizionisti e la scelta di quali alimenti portare in tavola e il modo migliore per cucinarli si rivela anche un’efficace strategia per prevenire e combattere la temuta cellulite.

Infatti in tutti gli alimenti è possibile calcolare la quantità dei cosiddetti Ages (advanced glycation end products), molecole tossiche che si formano a seguito di diversi tipi di cottura e possono danneggiare i tessuti connettivi.

La pasta, la crosta di pane bianco, la carne arrosto, il latte UHT oppure fresco ma bollito, i dolci preparati al forno, i dolcificanti e le bevande light sono tutti pieni di Ages, mentre  le verdure, il latte fresco pastorizzato, i cibi cotti a fuoco lento oppure al vapore ne contengono di meno.   

La dieta ideata dal professore si snoda in 5 settimane, in cui si assumono circa 130g al giorno di carboidrati preferibilmente divisi in pane, pasta o riso integrali, ogni 4 giorni di questo regime, si può fare un pasto glucidico con una porzione di spaghetti di 150g o di patate.

I pasti si aprono sempre con le verdure crude (vitamine, minerali e antiossidanti ) con spuntini a base di centrifugati di kiwi, succo di pompelmo, centrifugato di mela e carote o di ananas, da fare sempre due volte al giorno (a metà mattina e metà pomeriggio ).

La carne deve essere sempre magra, a pranzo e a cena e in porzioni di massimo 70-80 grammi, accompagnata da abbondante verdura e magari 150 g di patate lesse o un cucchiaio di mais.

Con la verdura ci si può sbizzarrire, dalla rucola al finocchio, dal radicchio al pomodoro. Per le proteine, si a ricotta fresca (120g), carne di maiale (ricca di calcio), prosciutto crudo magro, legumi o un hamburger ai ferri.

Ritorna alla mente l’affermazione del filosofo Ludwig Feuerbach: “l'uomo è ciò che mangia", frase che in altre parole significa che esiste un'unità inscindibile fra psiche e corpo e per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio.

Oggi la dieta molecolare o, se volete, la teoria di una alimentazione basata sulla dieta molecolare, sembra confermare ciò che il filosofo e antropologo tedesco scrisse:

“Siamo situati all'interno della natura; e dovrebbe essere posto fuori di essa il nostro inizio, la nostra origine? Viviamo nella natura, con la natura, della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati da essa? Quale contraddizione! “.

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La Cucina molecolare

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