Calvizie, con la cura del vampiro si combatte l’alopecia

Secondo il British Journal of Medicine oggi ci sarebbe una cura per l’alopecia (o calvizie). Uno studio effettuato all’ospedale di Brescia condotto su 45 persone affette da alopecia.

La tecnica ribattezzata  ‘cura del vampiro’ consente,  grazie a  iniezioni di plasma con aggiunta di piastrine del proprio sangue, di far ricrescere i capelli.

In sostanza, viene prelevato  il sangue dalla persona affetta da alopecia che viene trattato in laboratorio, inserendo piastrine. Successivamente  il plasma migliorato si inietta nel paziente.

Il direttore della Divisione di Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva dell’Istituto neurotramautologico italiano,  Giulio Basoccu, ha detto che la cosiddetta cura del vampiro si basa sul  “principio cardine secondo cui le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di recettori per i fattori di crescita. I fattori di crescita presenti nelle piastrine sono così in grado di stimolare le staminali dei bulbi piliferi ancora presenti, ma silenti a produrre il capello”.

Un gruppo di 45 persone affette da alopecia, studiate a Brescia, sono state divise in tre differenti gruppi e trattati con differenti terapie incluso un trattamento placebo.

Le persone che avevano ricevuto la terapia a base di plasma arricchito da piastrine mostravano una “significativa” ricrescita dei capelli.

Si definisce alopecia (al posto del termine generico calvizie) una  malattia che colpisce circa il 2% della popolazione, con un processo di diminuzione della qualità (colore, spessore) e della quantità di capelli o la loro scomparsa. Il termine deriva dal greco alópex ( volpe). È un tipo di perdita di capelli a chiazze, come quella della volpe in primavera.

Si manifesta spesso negli uomini, ma anche nelle donne e nei bambini per i quali è un doppio dramma, dato che oltre al mutamento di aspetto interviene il fattore umiliante delle prese in giro a scuola.

Spesso capita infatti che la caduta dei capelli (alopecia) si trasformi da fonte di disagio e malessere in uno stato d’angoscia e sofferenza tale da sconvolgere la vita della persona affetta e del suo ambiente familiare, in qualche caso con esito persino di suicidio. Da qui l'importanza, soprattutto per gli specialisti, di non sottovalutare l'ansia che questo tipo di problema può provocare in persone particolarmente sensibili.

Alcuni vivono il problema con “l'angoscia di castrazione”, la perdita della propria immagine ideale provoca un distacco dalla realtà simile ad uno stato di lutto o, più semplicemente, si ritiene di aver perso fascino a livello sessuale.

Altri ancora vedono nella caduta dei capelli il segno del loro decadimento fisico, della vecchiaia.

L'angoscia e la paura producono il bisogno di essere rassicurati e tanto più profondi sono questi sentimenti, tanto più successo hanno ì mezzi e le persone che assicurino di poter risolvere il problema.

Le alopecie fino a qualche tempo fa sono state le cenerentole della ricerca dermatologica e proprio per questo terreno di caccia per speculatori ciarlatani.

Oggi le notizie pubblicate dal British Journal of  Medicine aprono un serio spiraglio per moltissime persone affette da calvizie .

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