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Eseguiti trapianti senza trasfusione, i primi negli Usa

Trapianti senza trasfusioni di sangue

Da molti anni sappiamo che ogni qual volta ci sia una emergenza che richiede, a parere del medico, di fare una trasfusione di sangue per salvare la vita a qualcuno, e ci si trova di fronte ad una persona che appartiene alla religione dei Testimoni di Geova, ciò diviene un gigantesco problema.

Da un lato c’è il soggetto credente o la sua famiglia che, per ragioni di fede, rifiuta tale intervento anche a costo della vita, e dall’altro c’è un medico che ha il dovere di curare una persona malata al meglio delle sue possibilità in scienza e coscienza.

In molti casi, specialmente se si tratta di bambini talassemici che necessitano di una trasfusione per sopravvivere, il medico è costretto a far intervenire un giudice che si assume la responsabilità e la patria potestà temporanea del bambino affiche quell’intervento salva vita possa essere eseguito.

Da anni nel mondo si studiano metodiche con le quali sia possibile fare interventi chirurgici senza avere la necessità di dover ricorrere alla trasfusione che, ad esempio nel caso di trapianti, è stata fino ad oggi conditio sine qua non per poterli effettuare.

Ora nell’Ospedale Metodista di Houston, Texas, ad una donna di 69 anni e testimone di Geova è stato trapiantato un polmone senza effettuare trasfusioni di sangue.

La stessa Chiesa dei Testimoni di Geova aveva dichiarato nel 2009 che ogni suo membro poteva decidere se accettare o no trasfusioni di frazioni di sangue come i fattori della coagulazione estratti dal plasma, o le proteine sintetiche che stimolano la produzione di globuli rossi.

La donna, Rebecca Tomczak, ha acconsentito all’uso di queste tecniche, e prima dell’intervento le sono stati iniettate dosi di ferro endovena ed un farmaco che serviva a stimolare produzione di globuli rossi.

Inoltre nello stesso intervento di trapianto il chirurga Dr. Scott Scheinin, che è convinto che le trasfusioni possono far correre in ogni caso ai pazienti dei rischi non necessari, ha usato durante l’intervento una tecnica che gli ha permesso di raccogliere e di far riaffluire il sangue della paziente attraverso la vena giugulare.

Statisticamente una su 400 sacche di sangue trasfuso crea problemi come reazioni allergiche, fenomeni di sepsi, sovraccarico circolatorio e, cosa molto importante nel sistema sanitario americano, creando costi economici per i pazienti i quali, in un intervento senza trasfusioni, vedono i costi dell’intervento abbassarsi del 30%.

Non è questo il primo intervento eseguito dal dr. Scheinin che ha iniziato a sperimentare questa tecnica nel 2009 provandola su dieci pazienti con buoni risultati ed ora è pronto ad operare senza trasfusioni tutti i pazienti indipendentemente dalle loro convinzioni religiose.

Il recupero della paziente non è stato senza problemi ma i controlli finali hanno detto che il polmone funzionava correttamente e senza rischi di rigetto.

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