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Ambulanze a Roma, dopo l'emergenza Balduzzi chiama i Nas

Emergenza ambulanze

L’ufficio stampa del ministro per la Salute Balduzzi ha reso noto che, a seguito della incresciosa situazione verificatasi ieri nel servizio ambulanze della capitale, ha richiesto al NAS dei Carabinieri di indagare su quanto accaduto.

Secondo il responsabile del servizio 118 ieri 9 Gennaio all’incirca verso le 13 oltre 20 ambulanze sono rimaste bloccate nei vari Pronto Soccorsi Ospedalieri romani.

Il blocco era dovuto alla mancanza di posti letto in cui trasferire i malati arrivati al pronto soccorso ed all’utilizzo, da parte del personale del Pronto soccorso, che aveva “requisito” le barelle delle ambulanze su cui appoggiare i pazienti in attesa di essere inviati nei reparti di cura.

Secondo il  responsabile del servizio 118 questa situazione di assenza di posti letto in concomitanza con momenti dì forte afflusso ai pronto soccorsi avviene un paio di volte l’anno.

In un normale giorno lavorativo il 118 riceve circa 3.000 chiamate mentre i numeri di persone che accedono ai pronto soccorso della capitale sono numeri elevatissimi che vanno dai circa 140.000 al Policlinico Umberto I  ai 78.000 dell’ospedale Pertini ai 60.000 del Policlinico Casilino.

Il ministro Balduzzi ha altresì richiesto ai Carabinieri del NAS di verificare l’effettiva mancanza di posti letto e di controllare come vengano utilizzate le ambulanze private

Quella che si è creato ieri è una situazione che in alcuna misura era già stata analizzata dall’ASP della Regione Lazio che  in uno studio pubblicato aveva  evidenziato che da un lato i mali della sanità regionale sono dovuti al disavanzo esistente, ai circa 900 posti letto tagliati dal Commissario Bondi, ma dall’’altro anche ai ricoveri inappropriati alle degenze troppo lunghe che intasano i letti ospedalieri e provocano situazioni in cui la ricerca di un posto letto diventa drammatica.

Secondo L’ASP l’eccesso di degenza media che nel Lazio è del 10% in più della media nazionale  ha altresì provocato un utilizzo inappropriato di circa 1.300 posti letto in più.

A  ciò possiamo aggiungere il dato relativo al ricovero degenza operatoria, come nel caso di interventi chirurgici programmati nei quali spesso i pazienti vengono ricoverati tre giorni prima, quando con una attenta programmazione della fase pre operatoria, basterebbe il ricovero il giorno precedente.

Ora secondo l’ASP il numero di giorni di degenza non necessaria nella Regine Lazio è nettamente più elevato di quello che accade in Regioni cosiddette  virtuose come il Piemonte, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

E’ quasi sicuramente questa incapacità di programmare e pianificare gli interventi nella sanità che, come ha detto il Direttore del servizio 118 Livio De Angelis, ha provocato il disastro di ieri.

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